Panico tra gli inquirenti incaricati di istruire il processo a carico delle migliaia di partecipanti alla commemorazione di Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani, dello scorso 29 aprile a Milano.

Galvanizzati dal tecnologico sistema della ricerca del DNA – che ha consentito di acclarare che Bossetti forse è un assassino, ma sicuramente porta il cognome di un cornuto – i nostri difensori del diritto avrebbero ingaggiato i RIS di Parma (quelli che passeggiarono sulle impronte dell’omicida di Garlasco) per procedere all’identificazione dei colpevoli del reato di buona memoria delle ingiustizie.

Purtroppo, i primi rilievi sul percorso non stanno dando esito alcuno; come già negli anni precedenti, infatti, al termine della silenziosa e composta manifestazione – agitata al suo principio solo dalla maliziosa e strumentale esagitazione che questore, prefetto e ministro degli interni avevano trasmesso a qualche inesperto agente delle forze dell’ordine – non è risultata alcuna traccia di elementi organici o di rifiuti di alcun tipo, riferibile ai pericolosi portatori di fiori e ricordi.

D’altra parte mica siamo zecche, noi…