Se la verità è semplice, la realtà è complessa. In verità, le religioni sono strutturalmente espansive e potenzialmente aggressive, come del resto ogni opinione, credenza, ideologia.
La volontà di affermarsi, convincere, convertire degenera spesso in violenza. Accade fra le persone, nelle famiglie, negli e tra gli Stati. Ci sono state e ci sono guerre di religione tra cristiani e musulmani e al loro interno. L’Islam, però, non è solo religione, cultura, civiltà; è un sistema giuridico e politico, ha un fine immanente, un obiettivo storico: “La sottomissione a Dio” dell’intera umanità, ai sensi della “Sharia”, la legge presente nel Corano, per mezzo del Califfato, lo Stato Islamico, anche, se non soprattutto, con la “Jihad”, la guerra santa contro gli “infedeli”. Dunque, l’Islam è una realtà molto complessa, e molto più potenzialmente aggressiva di una qualsiasi religione o ideologia. Ma anche più vulnerabile, sia teoricamente dalle diverse e contrapposte scuole teologiche ( mutazalita, ashanjta, maturidita, hanbalita) e giuridiche (hanafita, malikita,shafiita, hanbalita); sia politicamente dai molti Stati e popoli musulmani divisi tra loro ed all’interno non solo da interessi ed ambizioni confliggenti, ma dalle molteplici e incomponibili appartenenze religiose (sciti, sunniti, charijiti e via dicendo).
E’ un mondo molto meno omogeneo e coeso, meno forte di quanto può sembrare.
Un mondo contenibile e vincibile, come la storia insegna, da Poitiers a Lepanto, da Vienna a Gallipoli. Un mondo con le sue derive sovversive e terroristiche, come la setta esoterica dei Batiniti o Assassini, che alla fine dell’XI° secolo si diffuse in Iraq, Persia e Siria con la “dawa giadida”, la nuova propaganda, si insediò sull’inaccessibile rocca di Alamùr, in Persia, facendone la sua sede centrale. “Per tutto il XII° secolo, questi Assassini ( dall’arabo Hashishijja, fumatori di oppio o hashìsh inebriante esercitarono il terrorismo politico contro l’Islam ortodosso ancor più che contro gli Infedeli…Solo i Mongoli nel 1256 riuscirono a espugnare Alamùt, distruggendo così la centrale del movimento, mentre in Siria la sua attività decadde via via ” (F. Gabrieli – Gli Arabi ).
Diceva Alessandro Manzoni che i paragoni sono come le scarpe strette, fanno male ma calzano. Calza in parte paragonare l’Isis agli Assassini e sottolineare che per debellarli fu necessario occuparne la base. Avrà l’Occidente, avrà l’Europa il coraggio dei Mongoli?
Fermo restando che non vanno confusi Islam e terrorismo, il malato e la malattia; fermo restando che la cultura e la civiltà islamiche arricchiscono l’umanità, fermo restando che il colonialismo anglo-francese di ieri e quello odierno delle multinazionali statunitensi hanno propiziato la proletarizzazione dei popoli musulmani, incubatrice del terrorismo.
Fermo restando che la Destra, se vuole essere degna del proprio passato e del proprio futuro deve, per così dire, impugnare la “spada dell’Islam”, rispettare e riconoscere pari dignità ai musulmani, collaborare con loro, in specie con quelli della “quarta sponda”, nell’interesse comune e per il bene di tutti.