Di fronte alla vacuità della politica, dominata dalla sinistra e dal radicalume e sempre pronta ad operare opzioni negative per la società e per il costume, e agli sbandamenti in sede italiana della Chiesa, egemonizzata ogni giorni di più dalle correnti ecumeniche, ostili alla tradizione storica del cattolicesimo, è necessario cercare punti di riferimento, letture chiare ed argomentate dei temi morali pressanti e condizionanti.

Il quindicinale cattolico “antimodernista” “Sì sì no no” ha offerto in questa prospettiva una analisi ampia quanto densa e motivata della teoria gender. Dopo averne delineato i tratti somatici, che vedono “la differenza vera ed essenziale” tra maschi e femmine, intesa come “una conquista della cultura progressiva e del sentimento soggettivo dell’individuo, specifica – ed è l’aspetto primo, l’aspetto cruciale – che “il genere naturale , biologico, oggettivo [maschile e femminile] classico [come è stato sin ad ora] sarebbe, secondo la teoria del gender, un’invenzione della famiglia tradizionale, della cultura maschilista, della società retriva anti – progressiva, invenzione che viene imposta con violenza dalle suddette sovrastrutture ai neonati, senza rispettare le loro inclinazioni, i loro sentimenti e le loro scelte soggettive.

Quindi, secondo la gender teoria , il maschilismo, la religione, la filosofia classica (da Platone alla Scolastica), la famiglia costituita da un uomo, una donna e dei figli hanno imposto all’umanità la distinzione tra uomo e donna per poter asservire e sfruttare le donne rendendole diverse dagli uomini e relegandole in casa. E contro queste sovrastrutture retrive e reazionarie bisogna combattere la guerra del gender. Occorre , quindi, liberare l’oppresso (donna) dall’oppressore (uomo) dimostrando che essi non son diversi, ma è la società tradizionale e la sovrastruttura culturale di essa che li hanno resi tali. Occorre perciò una lotta del “genere”, che rimpiazzi quella di classe del vecchio comunismo marxista”. Si tratta comunque di una lotta allucinante come allucinanti e massimaliste sono tante battaglie combattute in difesa della natura (conosco persone, che rifiutano le uova, segno dello sfruttamento della gallina) e dei cibi transgenici, per non parlare degli ecologisti e dei verdi, che vorrebbero riportare l’uomo e la donna all’età della pietra, bloccando iniziative al passo con i tempi e tali da ridurre l’inquinamento atmosferico ( l’energia eolica o solare) causato (sarà un caso o una prova?) dall’uso e dall’abuso del petrolio.

Dall’UE, soggetta e dominata dalle correnti laico – massoniche, figlie dell’illuminismo e del liberalismo più fanatico, “parte la legislazione della perversione morale dei bambini anche in Italia” con due documenti del marzo e del settembre 2010 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa e dell’Ufficio Regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Italia possiamo “vantare” le Linee d’intervento nella scuola emanate dal Ministero dell’”Istruzione” del 7 ottobre 2013, il Decreto n. 104 art. 16 approvato dal Parlamento italiano il 12 novembre 2013, che finanzia con 10 milioni di euro la formazione degli insegnanti per spiegare il gender nelle scuole, i tre libretti per la scuola elementare e media sul gender intitolati “Educare alla diversità a scuola” pubblicati nel febbraio 2014 dall’Istituto Beck di Roma, ed infine due disegni di legge del deputato Scalfarotto del settembre 2013, che introduce nella legislazione italiana i moventi di omofobia e transfobia come aggravanti di un atto illegale e della senatrice Fedeli del novembre 2014, che propone l’inserimento dell’educazione gender nelle scuole e nelle università.

“In Italia, quindi, siamo arrivati all’imposizione, per legge, della violenza psicologico – educativa , in materia sessuale, ai bambini dai 4 anni sino ai 15. Infatti anche in Italia è d’obbligo scolastico un manuale di “educazione” sessuale dai 4 (quattro) sino ai 15 “.