Vi è una stramba sinergia tra eco criminali, neo positivisti e cattolici ottusi. Per motivi diversi e contrastanti, tutti loro detestano gli amanti della natura, disprezzano gli amici degli animali, odiano i sostenitori dei rifugi, dei parchi, dei canili, dei gattili, deridono ogni passione o compassione verso gli esseri a quattro zampe. I più, in nome del profitto (motivazione abbietta, ma comprensibile), altri per superficialità e ignoranza; poi vi è una minoranza, i bigotti che dimenticano la lezione di San Francesco e l’idea d’armonia del Creato. Uno spezzone marginale ma fastidioso che si rifà ad  una lettura molto discutibile del Sacri Testi. Spesso si tratta di personalità distorte, aride.  Gente comunque triste.

Ben venga allora il calendario 2016 del Wwf che ci ricorda, con foto meravigliose, il patrimonio che stiamo stupidamente distruggendo.  L’associazione ambientalista — dopo qualche scivolone organizativo … — questa volta ha colpito nel segno. Nella pubblicazione  si susseguono il leopardo delle nevi, la tigre del Bengala, l’elefante africano, l’orso polare: un album delle specie a rischio, quelle che in futuro potrebbero scomparire per sempre dalla faccia della Terra. Attraverso scatti di grandi fotografi realizzati in ogni angolo del mondo, l’associazione cerca di veicolare un messaggio preciso: “salviamo le specie tutto l’anno”.

Il lavoro è un viaggio nella natura minacciata, a rischio cancellazione, e  si apre non a caso con un immagine del leopardo delle nevi. L’animale, presente da sempre sulla catena dell’Himalaya, è oggi gravemente minacciato di estinzione. Le cause: l’urbanizzazione, il turismo senza senza regole, la caccia di frodo. Secondo le stime del Wwf la sua popolazione si è ulteriormente ridotta del 20% negli ultimi 16 anni, ed è tra le specie specie che rischiano di più per gli effetti del cambiamento climatico, che potrebbero ridurre di oltre un terzo il suo habitat.

Se il leopardo è l’animale di copertina, all’interno del calendario si ammirano tigri, orsi, elefanti e rinoceronti, pappagalli e tartarughe marine. Magnifici, splendidi animali oggi sempre più insidiati da bracconaggio, inquinamento e perdita di habitat. Il risultato dell’idiozia e dell’avidità dell’uomo.