In Italia vige da sempre, prima e più che altrove, una fattispecie di divorzio, diversa da quella fra coniugi: il divorzio fra coscienza e intelligenza. La coscienza cerca la verità, l’intelligenza l’utilità .
La verità e’ rivoluzionaria, l’utilità e’opportunista. La società italiana pullula di opportunisti, a tutti i livelli. Soprattutto le redazioni giornalistiche e televisive sono affollate di opportunisti, cioè di bugiardi ipocriti, che adulano e denigrano per convenienza. Ricordate Montanelli? “Tappatevi il naso e votate D.C.” Ricordate Biagi? Dalla piaggeria al Duce a quella per Saragat, poi per Berlinguer. Ricordate Scalfari? Dai Littoriali fascisti a Craxi, che lo porto’ in Parlamento, e fece provvedere a qualche suo debito di gioco oltre frontiera, per ritrovarselo infine fra i suoi linciatori.
Potremmo ricordarne molti altri, da Bobbio a Bocca, ma ci ha già pensato Zangrandi.
Solidali fra loro, si sono scambiati certificati di buona condotta, attestati d’imparzialità, patenti di onestà. Ma tutto hanno subordinato e subordinano alla carriera e ai soldi, nel caso anche i matrimoni. Lo stesso fanno molti politici, giudici, militari, burocrati e imprenditori.

Per questo il governo dello Stato e della società italiana e’ quasi sempre in mano a chi ha la borsa, finanzieri e banchieri. Per questo hanno miglior fama da noi i Mattioli , i Cuccia, i De Benedetti, i Monti, i Visco, che prendono dal popolo, degli statisti, pochi in verità, che al popolo hanno dato, da Mussolini a De Gasperi.
Per questo ci capita di vedere ai vertici regionali e centrali un Masaniello, un Cencio, un Malatesta Baglioni, da De Magistris a De Luca a Renzi. Per non parlare di Crocetta.
Com’è triste, e trista, quest’Italia “democratica e antifascista, nata dalla Resistenza”.