La storia dell’umanità e’ storia di migrazioni. Da quella degli Europidi, giunti dall’Eurasia sulle sponde del Mediterraneo comincia la splendida avventura della Grecia classica, dell’Italia greco-romana e dell’Europa centro-meridionale.
Grandi masse umane si sono spesso spostate da un territorio a un altro, spinte dal bisogno, dalle calamita’ naturali, dalle catastrofi provocate da guerre e genocidi.
In genere alla ricerca di migliori condizioni di vita, talora per ambizione di potenza.
Emigrazione-immigrazione di individui o di gruppi limitati sono al pari avvenute nei tempi antichi (per esempio nell’Egitto dei Faraoni) come in quelli moderni (per esempio verso le Americhe) per motivi di lavoro.
Per motivo di lavoro sono avvenute, dalla seconda metà del Novecento, consistenti immigrazioni dall’Africa del Nord e dal Medioriente in Europa.
Immigrazioni che ora sembrano assumere la dimensione e la natura d’una vera e definitiva migrazione, destinata a modificare etnicamente e culturalmente le Nazioni europee.
Premesso che reticolati, muri, controlli possono tutt’al più rallentare, ma non fermare la marcia degli affamati e dei terrorizzati verso lidi presunti più sicuri ed opulenti, l’Europa , a me sembra, ha un’unica alternativa: governare al meglio i flussi immigratori in atto, con politiche di civile accoglienza e rigorosa tutela della legalità; e avviare subito imponenti investimenti nelle aree da cui provengono per ricostruire in loco condizioni di pacifica e progredita convivenza. Anche a costo di assumerne manu militari il controllo.
Sono politiche difficili e fortemente dolorose, che richiedono costi economici ed umani altissimi. Costi, però , necessari e giusti.
Necessari per la sopravvivenza stessa della nostra integrità e civiltà; giusti, perché le cause remote e recenti di tali migrazioni sono state e sono lo sfruttamento cinico e rapace delle risorse di quei territori, da parte del capitalismo occidentale ed europeo, che anche in queste ore non sa esportare cola’ altro che bombe.
Nell’attesa – temo vana – che la U.E. e/o altri organismi internazionali decidano interventi di bonifica del terrorismo e progetti d’investimento economico-finanziari mirati alla valorizzazione delle ingenti risorse, non solo energetiche , nei paesi da cui originano i flussi migratori, Italia, Francia e Spagna possono e debbono applicare immediatamente il combinato disposto di accoglienza e legalità.
Accoglienza non vuol dire assistenza, legalità non significa tolleranza.
Accoglienza significa riconoscere a tutti i diritti inviolabili dell’uomo, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali,come del resto detta la nostra Costituzione (artt. 2 e 3).
Non vuol dire concessione automatica dei benefici del welfare ne’ scollegare le prestazioni sociali dal lavoro.
Legalità significa puntuale applicazione della legge, da parte di tutti a cominciare dagli organi preposti alla sua attuazione. Chi pertanto si oppone od ostacola l’identificazione, chi commette illeciti e reati, anche se beneficiario del diritto di asilo, va immediatamente riconsegnato al paese d’origine e comunque espulso.
Non sono tollerabili atteggiamenti e comportamenti come quelli praticati da immigrati la notte di Capodanno in Germania, da Colonia ad Amburgo, e altrove.
Sono patetici imbecilli o vili complici quanti mistificano come maschilismo ed ineducazione le aggressioni sessuali di gruppo alle donne. Negare che le culture afroasiatiche in genere, quelle arabe in specie, discriminino la donna, e’ come negare che l’acqua sia bagnata!
Non si tratta di sottosviluppo, di arretratezza ed ignoranza, di effetti dell’alcol e/o di particolari circostanza, come nei pur frequenti e spregevoli casi di violenze fisiche e morali contro le donne ricorrenti purtroppo anche nelle società occidentali.
Si tratta di precetti religiosi, di teorie filosofiche, di tradizioni radicate e diffuse, che relegano la donna nell’ambito dei beni, servizi e piaceri dell’uomo e per l’uomo.
Precetti, teorie, tradizioni che l’Islam esalta e trascrive nei testi letterari come in quelli religiosi e giuridici. Infatti non è forse l’harem una menomazione della donna? Non sono forse le vergini il premio per i martiri della Jihad ?
” Gli uomini hanno sulle donne autorità per la preferenza che Dio ha concesso al maschio sulla femmina…Le donne che si rispettano sono sottomesse.” (Corano, sura IV, v.34).
L’Islam e’ una grande religione, una grande cultura, una grande civiltà. Ha una splendida letteratura e splendide Moschee. Ma l’Europa e’cristiana e laica. E’ uguaglianza di tutti di fronte alla legge. E’ pari dignità fra uomo e donna. Non c’è paralogismo d’intellettuali e politici pavidi quanto cinici, non c’è pelosa carità di preti e “volontari”, non c’è calcolo economico che possa indurci a dissimulare due perentorie esigenze: il rispetto e’ dovuto, se è reciproco; le regole in casa nostra le stabiliamo noi.
Patti chiari, amicizia lunga.

 

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