Mentre l’opinione pubblica, quella scarsa e sempre più ridotta attenta alla politica, è stata raggiunta in questi giorni da due interviste, ugualmente irritanti, e da un intervento di pari segno negativo , finalmente qualcosa di nuovo appare dalle parti di Santa Madre Chiesa, in questi mesi chiaramente ed inutilmente al fianco del suo vecchio “boy scout”, da ieri quarantunenne.
Il “presidente” per antonomasia, come un tempo esisteva l’”Avvocato”, tanto utile all’Italia, in un lungo monologo sul quotidiano di famiglia, si è posto naturalmente ed immancabilmente, a dispetto dei numeri ognora più esigui del suo partito, “padre” e “padrone” dello schieramento non governativo, senza alcuna ammissione di colpa per gli errori del passato, sulla situazione attuale, sul potere ed in fondo sulla credibilità del sedicente “capo del governo” . Il “presidente” del Milan – almeno e magari solo in questo lato è coerente – ha continuato a respingere la possibilità delle primarie per la designazione dei candidati, delineando per Roma, con buona pace della Meloni, che con il suo indecisionismo rischia un futuro marginale di II fila, l’ identikit perfetto del Tal Marchini.
Nell’altra intervista, immeritatamente lunga, Maurizio Lupi su “Libero”, ha provveduto a polemizzare con Salvini ed ha raccolto l’improvvida apertura di esponenti di FdI per le comunali di Milano, come non fossero definitivamente da respingere e da sconfessare le linee di “doppi binari”.
Fastidiose al di là del sopportabile sono state le parole della Boschi, che in un paese democratico si sarebbe o sarebbe stata messa da parte in attesa di un chiarimento definitivo e senza equivoci della posizione del padre, propria e del fratello.
Attira interesse e merita incoraggiamento l’intervento delle gerarchie ecclesiastiche, che confidiamo si rafforzino e si generalizzino, sul tema, forse troppo a lungo sottovalutato delle unioni civili. Il redivivo mons. Nunzio Galantino, segretario della Conferenza episcopale italiana, ha osservato che la società italiana vive emergenze ben più avvertite, ad iniziare dai temi economici di una crisi niente affatto fermata per passare a quelli sociali. L’ex vescovo di Cassano allo Ionio si è interrogato sulla natura del nostro paese “quando chiudiamo gli occhi davanti a 1,4 milioni di vittime dell’usura” mentre il segretario nazionale della Consulta a sostegno delle famiglie indebitate, mons. Alberto D’Urso, ha fatto presente che esse non sono “in condizione di progettare un futuro con i propri figli e per i propri figli”.
Nell’omelia domenicale, pronunziata nella cattedrale di Crema, il parroco don Emilio Lingiardi ha lamentato che l’Italia è “governata da cretini. Abbiamo situazioni di disagio e il Governo che fa?. Pensa alle unioni civili!”
Abbiamo letto oggi la quotidiana ricetta di senno propinata dal non poco supponente “Foglio” con le proposte di un gruppo di deputati “renziani”, destinate a risanare ogni problema e a gettare luce salvifica non sul mondo ma sull’universo tutto, eppure non è possibile ignorare e tacere su situazioni incredibili alla porte dell’infelice e sfortunata Capitale.

Occorre sapere che, grazie ai tagli ed ai ridimensionamenti decisi dalla Regione : a) nella vastissima area a nord – est di Roma, da Tivoli fino a Fiuggi e ad Avezzano non esiste un ospedale seriamente attrezzato; b) la terza città del Lazio, Guidonia Montecelio, con i suoi 88.335 abitanti distribuiti con una densità di 1.112 per chilometro quadrato, non ha un nosocomio proprio, destinato a soddisfare le richieste e le esigenze di un enorme bacino; c) che nella confinante Tivoli, sede dell’unico centro ospedaliero, in posizione scomoda ed insalubre, si vive da giorni in una condizione da 8° mondo con i pazienti senza posti letto e le ambulanze ferme nei parcheggi in attesa di ripartire.
Intanto il solerte e lungimirante governo con il pilatesco appoggio di Berlusconi e delle sue capaci donzelle, manovra per introdurre l’istituto delle unioni civili.

 

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