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“Niente come e’, tutto come voglio “: più che un postulato, e’ un assunto della moderna società, non solo italiana.
Il punto non è il riconoscimento dei diritti patrimoniali, sociali, e quant’altro, per evitare discriminazioni e/o menomazioni agli omosessuali e alle unioni di fatto. Su questo non mi risulta ci sia contrarietà e opposizione significativa.
Il punto e’ la pretesa di negare la natura, di cancellare la storia, la tradizione culturale e giuridica e non solo religiosa, la stessa Costituzione della Repubblica italiana.
Il sesso non è più duale, ce n’è un terzo, per ora, poi si vedrà. Non è definito dalla natura, ma dall’ideologia.
Il matrimonio non è un’unione fra un uomo e una donna, ma la convivenza di chiunque, di chiunque “si ami”, per ora fra umani, domani chissà .
La famiglia non è “una società naturale, fondata sul matrimonio”, (art.29 Costituzione), ma una unione di fatto fra due, per ora, individui, anche dello stesso sesso.
I figli non serve procrearli coniugando un uomo e una donna, basta produrli per via mono genica, eterologa, farmaceutica : il seme della masturbazione remunerata del maschio e l’affitto dell”utero sono sul libero mercato.
Languiscano pure negli orfanotrofi e per strada migliaia di orfani e abbandonati.
Continuino migliaia di aborti volontari di chi non vuole o non può accudire figli.
Ciò che importa e’ poter scegliere e comprare ciò che si vuole, anche un figlio come se fosse un “godimeche “.
C’è in giro un gran fetore di decomposizione umana e sociale, di cui la sinistra certamente si nutre, se non l’alimenta.
La sinistra, sempre e dovunque, sapròfita della società .