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All’ormai ex Commissario Expo, Beppe Sala, candidato dal Renzi alla poltrona di Sindaco, i conti della sua tanto decantata gestione già traballano tanto che i dati di bilancio appena presentati alla Commissione consigliare sembrano quasi una scommessa votata al più cieco ottimismo.

L’audizione poi non ha sciolto i molti interrogativi sulla trasparenza delle rendicontazioni presentate dal Sala, piene zeppe di vuoti soprattutto sui subappalti e sulla reale entità dei crediti ancora da riscuotere.

Resta da chiarire infatti la grossa incognita dei contenziosi ancora tutti da definire e che sfiorano i 150-200 milioni di euro oltre alla partita Arexpo sui costi delle bonifiche da effettuare.

Intanto si scopre che dei 30 milioni stanziati per i lavori delle vie d’acqua non realizzati dopo lo scontro con i coordinamenti “no canal” legati per altro all’area della sinistra milanese e destinati ad opere di risanamento degli argini del Seveso, 27 siano invece serviti a copertura di un buco di bilancio.

Risulta inoltre che da parte dei rivenditori dei biglietti Expo restino ancora da incassare 19,9 milioni oltre ad ingenti somme per crediti attivi con paesi esteri che, come la Cina, non hanno ancora coperto le spese e l’affitto degli spazi utilizzati. 51,4 milioni poi rappresentano un credito ancora da incassare per sponsorizzazioni ed altri ricavi.

Ad oggi resta altresì ancora tutta da definire l’entità dei costi per la valorizzazione dell’area espositiva e certamente la notizia che la Presidente di Expo Diana Bracco si sia dimessa dal CdA non è un buon segnale.

Il manager dovrà poi rispondere alla città per la sua eccessiva disinvoltura nell’affidare incarichi a società private creando una filiera di assegnazioni sotto i 40.000 euro baipassando in questo modo l’obbligo di un soggetto di diritto pubblico come Expo a indire regolari bandi di gara. Particolarmente beneficati da questa allegra procedura sono il sig. Farinetti, patron di Eataly e grande “elettore” del Renzi, e lo studio d’architettura De Lucchi.

Un trucchetto che gli ha fatto ottenere, frazionando le parcelle, vari appalti e utilizzato successivamente anche dall’Ente Fiera che aggrappandosi alla continuità gli ha affidato un appaltone da 498.000 euro per i lavori del padiglione zero naturalmente senza gara…

Ora salta fuori che l’ottimo Beppe Sala abbia affidato sempre allo stesso De Lucchi il rifacimento della sua villa al mare mentre ancora lavorava per Expo, fulgido esempio di squisita professionalità.

Come se non bastasse durante i lavori della seduta consigliare sull’operato del manager non è stata ammessa la stampa su disposizione, un po’ dispotica, del Presidente della Commissione che altro non è che quel Ruggero Gabbai esponente di spicco del PD entrato recentemente a far parte del comitato elettorale del convertito Sala!

Quando si dice che la trasparenza a sinistra è come la nebbia in Val Padana non si sbaglia di molto.

Sempre in casa PD la Francesca Balzani, attuale Vicesindaco ed in corsa anch’essa per la sedia di Sindaco, in piena crisi d’identità si è lanciata nell’inverosimile promessa di offrire il tram gratis a tutti, l’ennesima scivolata verso il patetico della ragioniera che piace tanto ai salottieri della Milano duomocentrica che si fumano pensieri ed idee.

Ce n’è abbastanza da rispedirli tutti insieme a giocare a briscola in via Podgora dal Pisa ma per ora il centrodestra prosegue nel suo torpore nella farraginosa ricerca del jolly pigliatutto sbagliando di grosso.