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Cari lettori, il dibattito sul disegno di legge Cirinnà va ben oltre l’approvazione o meno di una nuova norma del diritto. Qui ed ora si gioca la partita decisiva tra chi crede che la famiglia sia un dato legato all’ordine naturale che regola il mondo, addirittura preesistente ad ogni interpretazione religiosa, e chi, invece, ritiene che una norma positiva possa sovvertire quello che la natura ha disposto. In altri termini il Ddl Cirinnà contiene in se un messaggio che destabilizza il concetto di coppia o famiglia come unione tra due persone di sesso diverso e prepara l’equiparazione tra famiglia tradizionale e coppia di fatto omosessuale. Conseguenze ben peggiori sul piano della adozioni di bambini da parte di aspiranti genitori dello stesso sesso.
A fronte di questa dura e fondamentale battaglia nessuno può tirarsi indietro. Per questo motivo abbiamo salutato con favore la netta presa di posizione di Mario Flugy Ravetto, storico dirigente della destra, cresciuto nel mondo giovanile del Msi-Dn e poi esponente di AN e di Fratelli d’Italia che ha voluto rinunciare alla sua privacy pur di smontare pezzo per pezzo le imposture del mondo omosessuale militante.
Conoscevamo da anni i gusti sessuali di Mario, nessun atteggiamento o ostentazione gli ha mai impedito di essere tra i protagonisti di dure battaglie politiche. Ma la sua vita privata era racchiusa in una sfera intima e non aveva mai avuto alcun bisogno di essere esternata. Oggi Mario ha voluto rinunciare ad una parte significativa della sua privacy per combattere da gay e da destra la battaglia contro la Cirinnà. Lo fa dalle pagine di destra.it con un intervento e una serie di motivazioni che smontano pezzo per pezzo le argomentazioni dei sostenitori delle unioni civili e della stepchild adoption. Noi, da parte nostra, abbiamo sentito il dovere di dare al nostro amico di tante battaglie lo strumento e lo spazio per combatterla insieme con più forza.

 

Giampiero Cannella e Marco Valle