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Bisogna arrivare sino a pagina 14 per poter leggere il modesto articolo che La Stampa americanizzata dedica alle telefonate degli italiani spiate dagli USA. E che sarà mai? Spiavano il presidente del Consiglio di un Paese teoricamente indipendente. Spiavano 47 milioni di telefonate in un mese, ed è evidente che nel mucchio non ci sono soltanto politici. E che sarà mai?

Vietato indignarsi, per il quotidiano degli Elkann noto a Torino come La Busiarda (la bugiarda). Non a caso il direttore Molinari, super amerikano, in prima pagina pubblica con grande entusiasmo i nuovi passi avanti degli USA nello spionaggio nell’area del Mediterraneo. Ma lo fanno per proteggerci, ovviamente. In attesa che il bugiardissimo di servizio riesca ad imporre anche l’ultimazione del Muos. Tanto per controllarci meglio.

Ma La Busiarda non è sola in questa operazione di dis informazione per convincerci che è giusto che ci ascoltino, che ci intercettino, che ci guidino. Basti pensare a Formiche, il quotidiano online che difende questi giochini innocenti, questa normalità nelle relazioni tra Paesi alleati. Formiche, si’, il quotidiano dove imperversa Cazzola, quello alla Fantozzi: “gli italiani vadino su internet”. Forse si trova meglio con lo slang americano piuttosto che con quella lingua morta che è l’italiano.

Però bisogna capirli. Se si prosegue con l’indignazione per questo simpatico spionaggio, si rischia di far emergere complotti che tutti ormai conoscono ma che devono essere taciuti e dimenticati. Per evitare che possano venire coinvolti personaggi come Napolitano, la Cara Salma, santificato dai media nonostante comportamenti indecenti, prima e dopo.

Vietato toccare, vietato parlare,  vietato sussurrare. Lo spiegava benissimo, questa mattina, un Tg dello spiato Berlu: se gli amerikani ci spiano, avranno le loro buone ragioni. E se lo dicono le tv di Berlu, vuol dire che è tutto a posto. Amici come prima. Beh, non proprio: servi come prima