th-10

Ogni anno vengono gettati in mare oltre otto milioni di tonnellate di
materie plastiche (tutte “disperse”): è come se un camion che trasporta rifiuti riversasse il proprio contenuto nell’oceano ogni minuto.
Il settore delle materie plastiche consuma circa l’8% della produzione di petrolio, con una prospettiva di aumento del 20% al 2050.
Circa il 95% degli imballaggi in plastica viene gettato via dopo il primo utilizzo.
Del totale, infatti, solo il 14% viene avviato a riciclo, e dopo le perdite di cernita e di ritrattamento, solo il 5% del valore totale del materiale
viene mantenuto per il secondo uso. Poco, pochissimo, se si pensa che la prima campagna universale sul riciclaggio venne lanciata oltre 40 anni fa.
A livello globale la produzione di materie plastiche è lievitato da 15 milioni di tonnellate nel 1964 a 311 milioni di tonnellate nel 2014:
per dare un’idea dei volumi, è come se si producessero 900
grattaceli di plastica grandi come l’Empire State Building ogni anno.
L’agenda del The New Plastics Economy, promossa dal World Economic Forum (gennaio 2016), presenta scenari inquietanti:
secondo il rapporto presentato dalla Ellen MacArthur Foundation, in assenza di scelte alternative la produzione di plastica raddoppierà nei
prossimi 20 anni.
Ultimo dato: il paese dove si consuma la maggiore quantità di plastica
con la minore percentuale di riciclo è la Cina. Ad Hong Kong (ed è solo un esempio…) quotidianamente ogni persona usa e getta come media 1,36 chilogrammi di plastica.