All’approssimarsi del 1 gennaio, giornali e riviste si divertono a fare avventati pronostici su cosa potrebbe accadere l’anno che verrà. Alcuni compiono anche macabri esercizi cercando di indovinare chi potrebbe lasciare questo mondo nel prossimo futuro, non azzeccandoci quasi mai. Noi che non siamo compagnucci, non augureremmo la morte a chicchessia, lasciamo ad altri l’invidia e l’odio, e senza alcuna sfera di cristallo, proviamo solo ad immaginare chi lascerà la scena politica italiana nel 2018.

L’anno che verrà ci porterà quell’optional democratico definito ” elezioni politiche”. Finalmente la rabbia popolare avrà modo di esprimersi e farà molte vittime illustri.

Dopo l’avviso di sfratto del referendum dell’anno scorso, Matteo Renzi si troverà l’ufficiale giudiziario del responso elettorale ad intimargli di uscire definitivamente di scena.

Ci mancherai Matteo, hai riempito i nostri giorni di tante bischerate ! Pensare che quando ti presentasti sulla scena politica che conta, tutti tifavamo per te : sfidavi Gargamella Bersani, e non si poteva non essere dalla parte di quel piccolo puffo temerario qual eri. Purtroppo sei rimasto sempre un puffo ; in Francia è arrivato il giovane Macron, tu sei rimasto sempre micron! Ci hai deliziato di scene esilaranti, come quando ti esibivi in un inglese maccheronico che capivi solo tu, facendoci scompisciare dalle risate, amare, mentre i tuoi cortigiani attorno fingevano ammirazione. Ogni tuo intervento era una gag o si trasformava nel tempo in una situazione comica : hai promesso a Putin che avremmo vinto i mondiali in Russia, hai tirato fuori lavagne per illustrare la buona scuola e poi la hai affidata alla Fedeli, con una mano hai dato gli 80 euro con l’altra te li sei ripresi, hai turlupinato giovani e anziani, hai barato su tutti i fronti , tanto da meritarti il soprannome di “bugiardissimo”.

Ci mancherai, ora che, lo speriamo, tornerai nell’anonimato. Ti toccherà prendere il treno, stavolta affollato, come tutti gli altri ;alla stazione non troverai ad attenderti troupe televisive compiacenti e nemmeno i fischi della contestazione, che facevano male ma non come il silenzio.

Quando viaggerai in aereo dovrai fare il check-in , passerai perfino sotto il metal detector e ti rimanderanno indietro perché avrai dimenticato qualche monetina in tasca ; sì perché ti toccherà anche pagare. Non ci sarà più ad attenderti sulla pista il super aereo di Stato che grava sulle nostre tasche di cittadini sudditi 76mila euro al giorno ( avevo scritto al mese poi ahimè ho controllato ).

Passeranno gli anni e incanterai solo gli avventori del bar vicino a casa, come nello spot del Crodino.

Fra ti auguro 50 anni, da una nuvoletta del Purgatorio, ti guarderò ricoverato in una residenza per anziani : immagino due infermieri a discutere su a chi tocca cambiarti il pannolone.

“Ci vai tu dal Matteo ? Ieri ci sono andato io ed era pieno fino all’orlo. “

“Mi tocca ,vado io dal Matteo che si fa chiamare il “premier”, vai a sapere il perché. So che mi offre sempre 80 euro, praticamente un caffè, se lo lascio più tempo sulla comoda, ma non mi dà mai niente”.

“Anche a me capita la stessa situazione.”

Sic transit gloria mundi.

Ci mancherà anche lei, signora Presidenta Laura Boldrini, anche lei spazzata via da quel ciclone delle elezioni 2018. Cara signora Boldrini, la più insultata dagli Italiani, così altezzosa e svampita. Catapultata per caso in una delle più prestigiose cariche dello Stato, ma non è l’unica, in una dimensione più grande di lei, non ha saputo stare al di sopra delle parti, come la Presidenza della Camera richiedeva. Si è sempre lamentata degli attacchi continui e ripetuti sul web ma non si è mai chiesta perché tutti ce l’avessero con lei, invece di una riflessione sui suoi comportamenti, ha mandato querele a destra e a manca, più a destra in verità.

Ci mancherà Presidenta, per cinque anni impegnata a cancellare monumenti e testimonianze del passato, nessuno nel prossimo futuro dovrà fare altrettanto per eliminare tracce del suo illustre passaggio; perché nulla rimarrà della sua presenza, folcloristica ed effimera.

Ci mancherà, ministra Fedeli, il non plus ultra , l’impossibile giunto al governo. Roma nei secoli ha visto un cavallo nominato senatore da Caligola, e si pensava già allora di aver toccato il fondo, poi sono giunti i sindaci contemporanei, Ignazio Marino e Virginia Raggi , e siamo scesi di altri gradini. Infine lei, ministro dell’istruzione , a dimostrazione che al peggio non c’è mai fine.

Non ci mancherai ministro Alfano, semplicemente perché ormai nessuno si ricordava della tua esistenza.

Impalpabile come un ologramma, sei finito nel cul de sac della politica, uomo di centrodestra al servizio della sinistra  oggi ti svincoli dalla politica facendoti credere un nobile Cincinnato quando invece hai inseguito solo poltrone.

Ci mancherai invece onorevole Librandi, se è vero che ogni tanto una solenne incazzatura fa buon sangue. Con le tue farneticazioni hai reso i nostri globuli rossi rigogliosi, le tue mitragliate di provocazioni hanno messo la turbina ai nostri attributi e a dura prova i nostri nervi ; insomma la tua presenza era un buon integratore per il nostro organismo. Tra pochi mesi farai arrabbiare solo la tua segretaria, il postino ed i vicini di casa nelle sedute di condominio, le uniche assemblee a cui sarai ammesso.

Non ci mancherai senatore Casini, al culmine della tua carriera tu e Fini eravate gli alfieri del Cavaliere, alti giovane e rampanti. Ma l’arroganza da sola non è sufficiente per raggiungere il vertice del potere.

Oggi sei solo una versione vintage di un Di Maio qualsiasi, belloccio ed inconsistente.

Non ci mancheranno, perché ce li ritroveremo ancora, i tristi per definizione : Bersani, D’Alema, Fiano, Gentiloni. Ci toccherà rivedere ancora Maria Elena Boschi abbarbicata al potere come su uno scoglio una cozza: anche se quest’ultimo accostamento stride con la sua immagine.

Non ci mancherà anche lei, Cavalier Berlusconi, purché non si faccia troppo vedere dal vivo : i suoi cortigiani non glielo diranno, ma sappia che ogni sua apparizione suscita un certo turbamento; il suo viso è ormai ridotto ad una maschera, a furia di ritocchini sulla pelle. Una maschera con dentiera, rigida ed inespressiva: continui a ricorrere a filmati di repertorio ed a parlare in audio-conferenza, sarà meglio.

Cerchi di essere come il Grande Puffo, saggio e dispensatore di consigli, il tempo di dare ordini ormai è scaduto.

Bye Bye a tutti e buon 2018 .