Qualche giorno fa i giovani democratici, virgulti del PD laziale, hanno postato su Instagram un manifesto di ricorrenza per il 25 aprile dal titolo “ Eppure il vento soffia ancora” che ritrae una giovane coppia durante gli anni della guerra civile dopo il 1943. La ragazza è in procinto di baciare un uomo con un fucile in spalla, pronto a salire su un camion dove suoi commilitoni lo attendono; si stanno salutando, lui parte per il fronte, forse non si vedranno più. Il manifesto dei giovani piddini lascia intendere che le persone ritratte siano partigiani e la scritta sovrimpressa invita a continuare la guerra al fascismo, ancora ai giorni nostri.

Peccato che gli uomini ritratti appartengano alle Brigate Nere e non era neanche difficile intuirlo, la camicia che indossavano era di quel colore : forse sono stati traditi dall’immagine di un uomo con gli occhialini a destra sullo sfondo, che poteva con un po’ di fantasia essere scambiato per Togliatti. In realtà l’uomo ritratto era il ministro della RSI Ferdinando Mezzasoma , il cui cadavere venne barbaramente oltraggiato a piazzale Loreto.

Ora tutti sappiamo che i giovani piddini sono un po’ superficiali, o forse dovremmo dire ignorantelli ? Ma in realtà forse Freud potrebbe venire loro incontro a giustificare questa topica.

Intanto ci corre obbligo spiegare ai virgulti piddini che l’uomo con gli occhialini non poteva certo essere Togliatti, perché il leader comunista fino al 1944 si trovava in Unione Sovietica, al soldo di Stalin. Nello stesso momento qualche centinaio di compagni italiani che avevano scelto di vivere nel paradiso comunista, languiva nei gulag sovietici. Quasi tutti vi morirono, di fame e di stenti, considerati testimoni scomodi dei crimini staliniani. Il signor Togliatti non fece nulla per salvarli. Se volete saperne di più leggete “Il cavallo rosso” di Eugenio Corti, un libro che in un paese normale sarebbe adottato come testo scolastico alle superiori. Nel romanzo, autobiografico, viene descritto l’incontro nei gulag  tra i prigionieri di guerra dell’esercito italiano, catturati durante la ritirata del Don, ed alcuni detenuti italiani, ingenui comunisti che credettero a Stalin e scelsero di vivere in Unione Sovietica.

Ma torniamo alla fotografia dei due giovani che si stanno per dare un bacio d’addio. Care sardine o presunte tali , voi pensavate fossero due partigiani e sicuramente vi siete innamorati idealmente di questi ragazzi, dall’aria pulita e con un grande cuore.

Poi lo shock di sapere che no, dovevate odiarli, erano fascisti, altro che bacio immacolato, erano nemici.

Avete inconsciamente provato cosa accadeva in quei terribili anni, quando si facevano scelte di vita inesorabili. Accadeva che un fratello scegliesse la RSI ed un altro militasse con i partigiani, c’era chi decideva di vestire una divisa per salvare l’onore della patria, chi di prendere la via dei monti per vendicare una strage nazista ;  chi non se la sentiva proprio di combattere dalla stessa parte di chi aveva gettato le bombe sulla scuola di Gorla. C’era anche chi aveva avuto salva la vita da un soldato tedesco ed anche se non simpatizzava per i nazisti non se la sentiva di cambiare casacca. Chi aveva giurato per il re e restava fedele a quel giuramento, accettando perfino Badoglio.

Dovreste avere capito, grazie a questo vostro sbaglio, quanto fosse labile il confine tra una scelta ed un’altra, anche se poi le conseguenze avrebbero pesato su tutta la vita di una persona. Avreste dovuto comprendere che quei due giovani erano comunque due ragazzi che si amavano, qualunque fosse la loro scelta di vita; che erano due giovani come voi e diventa difficile odiare chi fino a poco prima si ama. Ogni uomo dovrebbe essere giudicato per quello che è, non per una sua appartenenza politica, sociale o religiosa, anche se poi è vero questa sua scelta determina uno stile di vita.

Questa potrebbe essere un’occasione per riflettere, dubito ne siate capaci. E magari cari virgulti piddini, di studiare un po’ di più la storia, che ne dite?