Jack Marchal, vecchio caro amico, racconta il maggio ’68 parigino vissuto da destra. Un racconto pieno, vivace in cui il creatore del celebre “topo nero” (poi ripreso dalla Voce della Fogna di Marco Tarchi) spiega i tanti retroscena (alcuni molto, molto gustosi) di quei giorni lontani. Vale la pena di ricordare che tutto iniziò per causa di Occident, il dinamico movimento nazionalista che contendeva ai gauchistes il quartiere Latino e la Sorbonne. Da qui una serie di incidenti che presero una dimensione inattesa e per un attimo sembrò che le croci celtiche potessero sventolare sul grande fuoco. Poi tutto prese una direzione sbagliata, trasformando un annuncio di rivoluzione in un corsa verso il nihilismo, il nulla. Senza fatica e nemmeno vergogna gli incendiari di ieri sono diventati i pompieri di oggi. Dopo 50 anni restano le domande: era possibile un’altro ’68? Molto probabilmente no, ma fu giusto provarci. Grazie Jack…