Le grandi catastrofi sono la somma di tanti disastri. La follia del comunismo sovietico lo conferma una volta di più.  Nell’immenso gorgo che inghiottì la Russia dal 1917 sino agli anni ’90 milioni di vite scomparvero e intere comunità vennero polverizzate. È il caso degli italiani di Crimea stabiliti nell’Ottocento sulle rive del mar Nero, concentrandosi in particolare nella città di Kerch, su invito dello Zar che cercava contadini, pescatori, artigiani per ripopolare e sviluppare la regione. In pochi decenni gli italiani costituirono la comunità straniera più ricca, rispettata e benvoluta della Crimea e all’inizio del ‘900 erano arrivati a toccare le cinquemila unità.

Con l’avvento del comunismo la requisizione di tutte le proprietà li fece di colpo ripiombare nella miseria e di lì a poco incominciarono le persecuzioni: durante il periodo delle purghe staliniane decine di loro furono ingiustamente accusati di attività controrivoluzionaria, processati e fucilati. Il culmine arrivò il 29 gennaio del 1942, con il rastrellamento casa per casa di tutte le famiglie di origine italiana e il loro trasferimento nel Gulag di Karaganda, in Kazakhstan, dove i circa 1500 deportati furono decimati dal freddo, dalla fame, dalle malattie e dai lavori forzati. Negli Anni Cinquanta ci fu il mesto ritorno in Crimea di un’ottantina di sopravvissuti, che dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica hanno costituito l’associazione Cerkio

Oggi questa storia, a lungo ignorata dall’Italia ufficiale, rivive a Forte dei Marmi con la bella mostra  “La tragedia dimenticata GLI ITALIANI DI CRIMEA” promossa dalla Fondazione Villa Bertelli, in collaborazione con Cerkio. Le foto, montate su sedici pannelli, con apposite didascalie in italiano e in russo, raccontano la straziante vicenda di questa piccola comunità.

«Abbiamo voluto rendere omaggio a questi nostri connazionali, dei quali molti non sanno niente a forse altrettanti non hanno mai voluto ricordare – ha dichiarato il presidente della Fondazione Villa Bertelli Ermindo Tucci -. E’ una mostra fotografica, che fissa con l’obiettivo la vita di quell’epoca e soprattutto da un volto e un nome a coloro che hanno perso la vita in seguito alle “purghe di Stalin”.  Ringrazio il dottor Mensurati e La Dottoressa Giacchetti Boico per averci dato l’opportunità di offrire un momento di riflessione su un periodo buio della storia italiana».

Ricordiamo che nel 2015 il presidente Vladimir Putin ha riconosciuto agli italiani di Crimea lo status di minoranza perseguitata e deportata, un traguardo fondamentale, sia per ristabilire la verità storica su queste deportazioni ignorate dai libri di storia, sia per avere accesso a un indennizzo per le proprietà perdute al momento della deportazione, prima fra tutte la casa. Un modo per ricominciare.

 

Villa Bertelli, Forte dei Marmi

via Mazzini 200

orari: giugno 16.00 -19.00 / luglio 17.00 -23.00

fino al 15 luglio