Si è sbloccata nella notte la vicenda di tre carabinieri italiani, rifugiati nella sede delle Nazioni Unite a Gaza. Secondo quanto riferiscono i media locali, le milizie di Hamas – che controllano la Striscia – avrebbero infatti tolto l’assedio dopo aver accertato l’identità dei tre militari, sospettati di essere membri dei reparti speciali israeliani con una falsa identità diplomatica. 

La vicenda sarebbe divampata il 14 gennaio, quando l’auto sulla quale viaggiavano i tre carabinieri non si sarebbe fermata a un posto di blocco nel centro di Gaza. Dal mancato stop sarebbe scaturito un inseguimento per le vie della città, con scambio di colpi di arma da fuoco fra gli italiani e i loro inseguitori. 

I militari – in servizio al nucleo scorte del consolato di Gerusalemme – si sono quindi rifugiati all’interno della sede Unrwa (la missione Onu in Palestina) a Gaza, nel settore occidentale della città. Secondo fonti palestinesi rilanciate da Arabi21, i responsabili locali delle Nazioni Unite avrebbero garantito che “i tre sono diplomatici stranieri, con nazionalità italiana ed entrati a Gaza in missione ufficiale”. 

Una squadra di investigatori palestinesi sarebbe entrata nella struttura Onu, accertando l’identità dei militari e le armi in loro possesso. Al contempo da Roma è partita una nota ufficiale in cui si certifica la loro nazionalità, mentre il console a Gerusalemme Fabio Sokolowicz incontrava il ministro degli Interni di Hamas per chiarire la loro posizione.

Questi elementi avrebbero indotto i miliziani a rompere l’assedio e lasciare liberi i carabinieri che oggi, con la riapertura del valico di Eretz. dovrebbero tornare a Gerusalemme, per poi partire alla volta dell’Italia. Tuttavia, i dettagli della vicenda restano ancora confusi e non vi sono notizie ufficiali al riguardo.

Nella Striscia l’allerta è massima dopo lo scontro a fuoco fra israeliani e palestinesi nel novembre scorso, che per giorni ha innalzato la tensione nella regione e fatto temere per una possibile escalation militare. All’epoca un commando speciale delle forze militari con la Stella di David sarebbe penetrato in territorio palestinese per una operazione sotto copertura; nella sparatoria sono morti sette palestinesi e un soldato israeliano.

fonte Asia News