Venerdì 17 gennaio a Livorno, nell’antico quartiere de “La Venezia Nuova”, sembrava dovesse compiersi da un momento all’altro un terribile attacco terroristico di qualche misteriosa organizzazione criminale. Infatti, la zona era presidiata da camionette di polizia e carabinieri, e ovunque c’erano agenti che pattugliavano l’area. Che cosa stava succedendo? Semplice: nel locale, La Bottega del Caffè, veniva presentato un libro “politicamente scorretto”, dal titolo “Sopra le rovine – Pensieri forti a 30 anni dal collasso del comunismo”, della casa editrice “Eclettica”. Il caso ha voluto che in contemporanea, a pochi metri di distanza dal luogo in cui veniva presentato il saggio, si definivano i dettagli della manifestazione che si sarebbe svolta il giorno seguente per il 99esimo anniversario del PCI, partito fondato a suo tempo, per l’appunto, a Livorno.  

Due iniziative di orientamento opposto: la prima commemorava la fine del totalitarismo dell’Est, la seconda invece, di sapore “nostalgico”, celebrava la data della nascita del partito di estrema sinistra in Italia. Una coincidenza singolare che aveva alcune circostanze grottesche: i “nuovi compagni” seguitano a non considerare che recentemente è stato approvato dal Parlamento Ue un testo che equipara l’ideologia comunista a quella nazista, condannando, di fatto, gli infami crimini rossi. Ciononostante, eravamo noi, “i destri”, a essere asserragliati nel locale, protetti dalle forze dell’ordine da eventuali incidenti potenzialmente provocabili dai “sinistri”. Non che avessimo paura, ma resta un fatto inaudito che il Centrodestra non possa organizzare eventi o convegni culturali, politicamente orientati contro l’egemonia dominante, senza che si sia puntualmente contestati o minacciati dai “disturbatori” della parte avversa. Loro a rimpiangere il totalitarismo comunista. Noi a testimoniare in favore della democrazia e della libertà. E a dispetto delle minacce e anche delle condizioni meteorologiche sfavorevoli che rovesciavano sulle vie labroniche fitte piogge, militanti e simpatizzanti di Centrodestra (per lo più di Fratelli d’Italia), non si sono fatti scoraggiare, andando in massa all’evento che ha conseguito un grande successo.

A presentare l’incontro, il capogruppo FdI in Comune Andrea Romiti e il portavoce provinciale Giacomo Lenzi, che hanno introdotto gli autori del libro, Francesco Borgonovo, vicedirettore del quotidiano “La Verità” e collaboratore per “Panorama”, e Carlo Fidenza capogruppo FdI al Parlamento Europeo, assieme all’editore del testo, il capogruppo FdI di Massa, Alessandro Amorese. Il libro è ulteriormente impreziosito da una serie di contributi di: Francesco Alberoni, Cristina Cattaneo, Renato Cristin, Massimo Gandolfini, Giulio Tremonti, Marcello Veneziani, e si apre con una prefazione della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, concludendosi con una postfazione di Roger Scruton, quest’ultimo, filosofo conservatore tra i più grandi della contemporaneità e sfortunatamente scomparso proprio il 12 gennaio scorso a causa di un tumore. “Sopra le rovine” – come hanno spiegato Borgonovo e Fidanza, descrive come il sogno dell’abbattimento del muro di Berlino, sia stato “tradito”, deludendo le aspettative di chi visse quel momento storico in cui famiglie, popoli e nazioni furono liberati dalla tirannica dittatura comunista che li aveva divisi e repressi. Chi profetizzò il trionfo del liberalismo, infatti, s’ingannò, poiché a vincere e a consolidarsi col tempo, fu un’insolita amalgama di capitalismo e comunismo: Il PCI – come aveva previsto Augusto Del Noce molto tempo prima del 1989 – si è trasformato in “partito radicale di massa”, spacciando per liberalismo, l’ideologia “liberal”.

L’internazionalismo socialista ha ceduto il passo alla globalizzazione, aprendo le frontiere a mercati, finanza e immigrati; ha abdicando alla difesa dei lavoratori e dei ceti più deboli, per quella in favore del nichilismo e del relativismo etico, attraverso un antiproibizionismo aggressivo, su droga, Lgbt, uteri in affitto. La sinistra ha quindi solo cambiato pelle; sconfitta storicamente sul piano sociale della “lotta di classe”, ha cambiato strategia, per sopravvivere, e per portare avanti, con altri mezzi, la loro lotta per sovvertire l’ordine sociale e naturale dell’Occidente e del mondo, con battaglie finalizzate a sradicare sia le identità territoriali – etniche, che quelle cosiddette, “di genere”. Questa nuova “fase” di un “comunismo libertario”, rischia di essere addirittura più pericoloso di quello storico, poiché, invisibile, più insidioso; non si presenta in modo evidentemente “oppressivo”, ma interpreta la democrazia in modo capzioso, e reprime qualsiasi idea che non si allinei con il “politicamente corretto”. E l’Ue ne è il suo “cavallo di Troia”: nata dal crollo del muro dell’89, appare sempre più chiaramente come un ponte per il compimento totale di mondialismo liberalprogressista.

Il saggio “Sopra le rovine”, offre uno sguardo sull’attuale scenario politico-culturale, e appare una boccata d’ossigeno nell’asfissia totale della cultura dell’establishment, suggerendo una via per un pensiero di destra “ragionato”, che riparta dall’amore per un’Europa come continente di Stati – nazioni, civiltà con secoli di storia, arte e cultura, che possiamo e dobbiamo rilanciare insieme, in alternativa all’Ue dei tecnocrati, che ne è la sua negazione. È questo il “nuovo” muro da abbattere.