La Galleria Carla Sozzani di Milano celebra i suoi primi 25 anni d’attività con un’importante mostra dedicata alla Fotografia Futurista. Oltre cento fotografie originali, scattate da 31 diversi autori tra i primi del ‘900 e la fine degli anni ’40 sono al centro di un’indagine sul modo in cui i futuristi hanno fatto fatto proprio il linguaggio fotografico “per fissare l’invisibile della pulsione vitale e per trascrivere la realtà come creazione e divenire”.

L’esposizione di corso Como ci conduce dalla prime sperimentazioni futuriste di inizio secolo fino alle innovatrici ricerche degli anni ’20 e ’30, passando attraverso il fotodinamismo formalizzato dei fratelli Bragaglia, gli autoritratti di Depero, i fotomontaggi di Tato e le foto-perfomance. Le opere esposte provengono dagli archivi della fondazione Fratelli Alinari, del Museo del Cinema e di Fotografia di Torino, del Museo Archivio di fotografia storica di Roma, dalle raccolte del Touring Club e gli archivi del MART di Trento e Rovereto.

L’esposizione documenta le direzioni intraprese dai discepoli di Marinetti (anch’esso, ovviamente, appassionato di fotografia): la cosiddetta foto spiritica, volutamente ludica e ironica; l’immagine doppia o sdoppiata per catturare la sequenza del movimento; la ricerca di una scansione formale attraverso cui la realtà funzionale tende a diventare solo ritmo astratto di luce o di linee; il ritratto multiplo, effettuato con la camera a specchi; e il fotomontaggio, con fini fantastici, umoristici o ludici, in cui Boccioni intravede subito un’immagine della molteplicità ontologica e pirandelliana dell’essere.

All’invenzione del fotodinamismo, o fotografia del movimento come energia in atto ad opera dei fratelli Anton Giulio e Arturo Bragaglia è dedicata un’intera sezione. Esplorando la capacità fotografica di fissare un gesto repentino in termini di energia pura che trascende la massa corporea, gli artisti intuiscono la possibilità di coglierne solo la scia luminosa che interpretano come verifica di una realtà spirituale, come manifestazione della forza vitale che abita la materia.

Interessante la parte dedicata alle ricerche degli anni ’20 e ’30 in cui i futuristi, in sintonia con le migliori avanguardie europee hanno praticato il fotomontaggio, il foto-collage, la composizione d’oggetti, i giochi di luci o di specchi, il teatrino d’ombre, le simbologie magiche, misteriose o allusive. Da vedere.

 

Fotografia Futurista
a cura di Giovanni Lista
11 giugno-1° novembre 2015
Galleria Carla Sozzani

catalogo Carla Sozzani Editore

Corso Como 10, Milano