Veniamo subito al punto: Lega, FI e FdI hanno fatto benissimo ad astenersi in occasione del voto, anzi con un po’ più di coraggio avrebbero potuto votare contro, e spiego perché.

La “Commissione Segre” ha competenze sui cosiddetti “crimini d’odio” e sull’altrettanto cosiddetto “hate speech”, vale a dire “incitamento all’odio”. Ma tale prerogativa si esplica essenzialmente, guarda un po’, soltanto in una direzione. In premessa infatti, nel testo votato, si può leggere: “… negli ultimi anni si sta assistendo ad una crescente spirale dei fenomeni di odio, intolleranza, razzismo, antisemitismo e neofascismo”. Verso la fine, altresì: “la Commissione trasmette al Governo e alle Camere una relazione sull’attività svolta, recante in allegato i risultati delle indagini svolte, le conclusioni raggiunte e le proposte formulate; la Commissione può segnalare agli organi di stampa ed ai gestori dei siti internet casi di fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche, quali l’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche, richiedendo la rimozione dal web dei relativi contenuti ovvero la loro deindicizzazione dai motori di ricerca”.

Da cui si può evincere quanto segue: a) odio, intolleranza, razzismo e antisemitismo sono fenomeni legati soltanto al neofascismo; b) la Sinistra, in tutte le sue diramazioni, è vergine di questo male e di conseguenza non rientra nel perimetro d’azione della Commissione; c) la Commissione ha di fatto poteri di censura sulla comunicazione pubblica e privata: pesa i nostri pensieri e le nostre parole e le segnala al Governo il quale – in specie se assomigliasse a quello oggi in carica – funzionerebbe quale suo braccio armato; d) un immenso bavaglio si profila all’orizzonte luminescente del web, e questo è, in fondo, ciò che la sinistra ha cercato di realizzare in ogni tempo e in ogni luogo nei quali ha esercitato il potere: un bavaglio che non solo tappi la bocca, ma in qualche misura condizioni le coscienze.

Si tratta, per usare una metafora, di un colpo vibrato da un pugile con le spalle alle corde, il quale, essendo ormai vicino alla sconfitta, vibra ganci e diretti alla disperata. E colpisce anche sotto la cintura, perché sa che tanto l’arbitro difficilmente o mai interviene. Infatti, ma questo è a tutti chiaro, la sinistra oggi non è altro che questo: un pugile alle corde che cerca in ogni modo di ribaltare un incontro ormai perso, con tutti i mezzi a disposizione.

Peraltro, la tela è troppo largamente sdrucita per non lasciar emergere l’intenzionalità che c’è sotto. Tanto che le proteste nei confronti della Commissione sono state, e proseguono, numerosissime. Talune sguaiate, ma per la maggior parte serie e circostanziate.

Quanto alla senatrice a vita Liliana Segre – persona certamente onesta, e che molto ha sofferto – probabilmente non si è resa conto del tutto della funzione assegnatale nell’ambito dell’operazione in corso. Oggi la sinistra punta su di lei non come su una persona, ma come su un cavallo vincente. Così va intesa, ad esempio, la recente proposta di candidarla alla Presidenza della Repubblica, carica che dovrebbe ricoprire dai 92 ai 97 anni. Non deve essersi accorta, dicevo, dell’uso strumentale della sua storia personale. Altrimenti avrebbe posto mente al fatto che oggi gli antisemiti più pericolosi non sono i ragazzi di nero vestiti e col cranio rasato, ma gli assai più numerosi esponenti del fondamentalismo islamico, i quali non si limitano all’“hate speech” ma assaltano sinagoghe e cimiteri ebraici, di cui spianano tombe e frantumano simboli religiosi, e quando lo ritengono e ne hanno possibilità, uccidono. Ma di questi la Commissione non si occupa, anzi li annovera come vittime, non attori, dell’odio.