Nell’articolo pubblicato oggi sul Corriere viene dato molto risalto alla ‘cosidetta’ vendita delle “Maserati di La Russa”. L’articolo poi contiene la parte più difforme dal vero e cioè che “La Russa ne fece acquistare 15”. Ma fui io ad acquistare o almeno ad usare le auto? No.
Il Segretariato Generale della Difesa, nella sua autonomia, fece una gara d’appalto per acquistare auto di servizio blindate per sostituire quelle obsolete. La gara, che precedentemente era stata vinta dall’Audi, fu in questo caso vinta dalla Maserati che praticò sulle autovetture blindate un prezzo notevolmente inferiore alle concorrenti straniere, facendo così registrare un grosso risparmio alle casse dello Stato. E il Segretariato Generale le acquistò e fece bene. Ma io non c’entravo nulla. Come si sa, in un ministero al ministro spetta il coordinamento e l’indirizzo politico, non gli atti amministrativi sui quali il ministro anche volendo, per legge non può intervenire. In realtà poi accaddero due cose. Intanto tramite il mio Sottosegretario Crosetto, feci chiedere al Segretariato Generale della Difesa di diminuire il numero di vetture trattando con la Maserati il non ritiro di alcune delle auto previste dall’appalto. Cosa che fu fatta.

Inoltre vennero destinate prevalentemente agli ospiti stranieri mentre su mia decisione non furono mai assegnate ne al ministro ne ai sottosegretari, anche per motivi di opportunità. Infatti pur costando meno capivamo che apparivano come auto di lusso. Personalmente chiesi e ottenni di utilizzare una vecchissima Audi che era stata del Capo di Stato Maggiore della Difesa che nel frattempo era andato in pensione.