Mercoledì mattina ho portato il cane Darko dal veterinario (l’amico Angelo) a Pavia per l’asportazione di una piccola formazione tumorale alla palpebra sinistra.
Per ingannare il tempo prima che venisse effettuata l’operazione e passassero gli effetti dell’anestesia, essendo troppo lontano per rientrare a casa, ho scelto quindi di recarmi in un vicino centro commerciale per fare due passi al coperto (visto che pioveva a dirotto) e poi – eccezionalmente – per non perdere tempo, di fermarmi a mangiare un panino da McDonals. Alla cassa un giovane di colore piuttosto impacciato ma estremamente gentile e sorridente, impeccabilmente fasciato da una nuovissima divisa con le insegne del brand (cappellino compreso) ha incassato il dovuto e rapidamente consegnato il vassoio con quanto ordinato.


Mentre consumavo il mio panino pensavo alla differenza siderale tra questo ragazzo, che svolgeva con grande dignità, gentile e sorridente, il suo lavoro (notoriamente piuttosto duro e ingrato) e quell’emetico personaggio che da anni incassa milioni di Euro prendendo a calci un pallone e non perde occasione per insultare i tifosi – suoi o delle squadre avversarie – convinto che il colore della palle gli permetta qualsiasi cosa, grazie all’impunità garantitagli dalla visibilità mediatica e dagli ipocriti commentatori di parte.


Se il razzismo un giorno si diffonderà veramente in Italia (e io mi auguro proprio di no) sarà anche per colpa dei ricchi viziati come lui che godono di ‘buona stampa’ pronta a enfatizzare episodi inesistenti come quello della presunta contestazione razzista di Verona. E chi ne pagherà le conseguenze saranno purtroppo i tanti giovani africani che lavorano nel nostro Paese e in Europa con dignità e impegno, statene certi.

P.s. l’operazione del cane è perfettamente riuscita (attendiamo ora l’esito dell’esame istologico per esserne definitivamente certi), in compenso a me è rimasto come postumo del ‘pranzo’ un bel bruciore di stomaco, fino a sera…