Uno dei temi che monopolizzano il dibattito pubblico riguarda ormai le cosiddette migrazioni e i loro effetti sui flussi elettorali nelle società italiana ed europee cui guardano con terrore le forze di Sinistra.

Invece di analizzare le cause, opinionisti e scarabei stercorari vari della politica e del giornalismo, continuano a spingere la propria pallina e a commentarne con toni allarmistici gli effetti senza, peraltro, arrivare a un minimo di autocritica sulle cause.

Dunque se tutta Europa, nelle varie elezioni nazionali (ultima la Svezia), vota massicciamente per le formazioni ‘populiste’ tutto si deve, secondo questi signori – a quanto pare – all’ignoranza funzionale dell’elettorato indottrinato a colpi di social.

I principali Media del ‘pensiero unico mondialista’ compattamente rilanciano analisi autocelebrative del presunto politicamente corretto ad uso e consumo della sempre più risicata minoranza di ebeti rimasti – per convenienza o semplice abitudine – a sostenere le tesi di accoglioni petalosi tutti ‘peace&love’ i soli rimasti a credere che crimini di vario genere, violenze di ogni genere perpetrate principalmente ai danni di donne e anziani, compiuti da criminali immigrati siano solo implicitamente una reazione al rifiuto dell’invasione migratoria.

Che questo elemento abbia colpito soprattutto le fasce sociali più umili, le periferie delle città e dell’Italia intera del resto è fattore disconosciuto e sottovalutato dai radical chic che si ergono a esegeti del politicamente corretto, interpreti unici del diritto divino della religione migratoria e dell’uguaglianza tra i popoli, nessuno escluso: a meno che si allontani dal ‘verbo’ accoglione.

In quest’ultimo caso quelli del #restiamoumani augurano pene corporali, distribuzione di massa farmaci atti a spegnere ogni moto di ribellione per politiche sgradite e a riportare belante consenso elettorale per le forze immigrazioniste, evocano ripetutamente il fantasma di piazzale Loreto e l’esposizione di cadaveri appesi a testa in giù per chi dissente.

Naturalmente lo fanno con umanità, rivendicando (come sempre) una presunta superiorità mentre levano grida per presunti allarmi di un razzismo immaginario. Pazienza se poi bisogna sminuire il voto popolare – e lo stesso esercizio democratico di cui è espressione – in fondo la supremazia morale (presunta) va mantenuta a costo di qualsiasi sacrificio.

Anche a costo di dover creare il clima e poi sostenere il prossimo golpe dei Mercati o trovarsi ad appoggiare le manovre destabilizzatrici degli euroburocrati europei a danno della Sovranità italiana o sperare che sia l’ONU a intervenire direttamente a danno degli italiani e predisporre, magari, corsi appositi di rieducazione.

Tanto è maggiore la tracotanza di questi figuri, però, tanto più grande è la distanza dalla gente e tanto più profondo sarà l’abisso in cui precipiteranno.