È emergenza sul confine orientale. Le repubbliche ex jugoslave stanno collassano sotto la spinta dell’invasione e le masse dei disperati stanno già premendo alle porte del Friuli Venezia Giulia. Una nuova catastrofe umanitaria è in atto. Mentre l’inutile Serrachiani — pessima presidente della Regione — e il governo nazionale si baloccano e indugiano, la destra si mobilita e, finalmente, delinea soluzioni e risposte forti e credibili.

Giorgia Meloni sarà a Trieste domani pomeriggio, per una manifestazione alla Stazione marittima con l’europarlamentare Louis Alliot, vicepresidente del Front National. Il tema è chiaro: “Difendiamo i confini d’Europa, Friuli Venezia Giulia ultima frontiera”. Una scelta non casuale, poichè per Giorgia «Trieste, con la sua storia tormentata quanto appassionata, è la sede ideale per illustrare le idee e le forze identitarie». Un convegno importante —coordinato da Marco Valle e introdotto da Fabio Scocimarro, Luca Ciriani e Claudio Giacomelli — che segna una fase nuova nei rapporti tra i due movimenti e, speriamo, nelle dinamiche di FdI.

«L’Italia non deve chinare il capo e non può osservare supinamente gli obblighi europei». La presidente di FDI considera il Friuli Venezia Giulia “in prima linea” nell’emergenza immigrazione: «Il Parlamento sloveno ha approvato l’utilizzo dell’esercito a supporto delle forze di polizia, esattamente quello che Fratelli d’Italia chiese al governo italiano a luglio. Non solo: in base al regolamento di Dublino, dovrebbero essere le nazioni di approdo e non l’Italia, in questo caso, a identificare gli immigrati e a svolgere sul proprio territorio la procedura per i richiedenti asilo. Mi chiedo per quale motivo l’Italia debba sempre chinare il capo, da una parte non reagendo alle misure assunte dalle altre nazioni europee e, dall’altra, osservando supinamente gli obblighi sottoscritti negli accordi europei e in quelli bilaterali stipulati con le nazioni confinanti che prevedono l’immediato respingimento».