Complimenti a Marco Marsilio, il “lungo”, neo governatore dell’Abruzzo. A lui, militante destroso di lungo corso, l’onere e l’onore di salvare una terra meravigliosa umiliata da decenni dalla piccola politica locale: un impasto malvagio e mediocre di clientelismo, corruzione, falsità. L’eredità velenosa di Remo Gaspari — il cacicco democristiano — e dei suoi tanti, troppi discepoli. Di sinistra, centro e destra. Delle loro “gesta” si occupano ora le Procure della Repubblica.

Complimenti a Marco Marsilio. A lui ora tocca salvare una regione in piena bancarotta — un “simpatico” lascito del centrosinistra — , dare una speranza alle famiglie dei terremotati e offrire un segnale forte ai lavoratori e all’imprenditoria abruzzese. Lavoro, occupazione, futuro. Case. Fabbriche. Trasporti. Un compito arduo e impegnativo. Terribilmente difficile. Ma Marco — lo conosciamo bene — già lo sà.

Complimenti a Marco Marsilio. Nonostante il suo partito rimanga marginale ( il 6.5 %, solo un punto in più delle Politiche, poca roba) il “lungo” è riuscito a coaugulare sul suo nome e sulle sue idee una coalizione vincente quanto disordinata. I numeri parlano chiaro: i “salvinisti” — in gran parte ex missini e/o amici di Gianni Alemanno (due seggi in Consiglio…) — hanno sbancato, Forza Italia incredibilmente ha tenuto, i meloniani avanzano di poco (troppo poco) poi ci sono gli ex dc… . Dunque un governatore roccioso — per storia, intelligenza e carattere — con una maggioranza a trazione leghista con coriandoli vari, litigiosi e assortiti. In ogni caso in Abruzzo si apre un laboratorio politico interessante. Per il futuro del centrodestra, della destra e (magari) dell’Italia. Vai Marco….