Caro Andrea,

è difficile non commuoversi, pensando che sei volato nel cielo più in alto. Ricordo le emozioni che sapevi regalarci, quando commentavi le splendide evoluzioni della più forte pattuglia acrobatica del mondo, le “Frecce”, ed i brividi quando annunciavi il più grande tricolore di sempre, disegnato nel cielo dalla Pattuglia Acrobatica Nazionale, sulle note del “Nessun Dorma” e la voce di Pavarotti con l’acuto del “Vincerò”.

Hai onorato con il tuo lavoro la divisa dell’arma azzurra che indossavi con orgoglio, come pure hai contribuito a celebrare e raccontare in tutto il mondo  l’eccellenza dei nostri piloti, delle nostre Forze Armate, dell’industria aeronautica e della nostra Patria.

Mi è difficile pensare ed accettare che il destino abbia tolto una giovane vita alla tua splendida famiglia.

I ricordi quindi diventano personali quando, terminati i rapporti istituzionali, ci mettevamo i pantaloncini per le innumerevoli sfide calcistiche tra le “Frecce” e l’ex squadra di calcetto del “Paron Nereo Rocco”, della quale, senza particolari meriti, difendevo la porta.

Proprio nello stadio dedicato al grande allenatore del Milan, dopo una sfida calcistica, prese forma l’idea di organizzare stabilmente il “Trieste Air Show – Le Frecce Tricolori a Trieste”, la cui voci “storiche” resteranno la tua e quella del mitico Colonnello Rocchi. I vari Air Show furono un successo enorme, e vengono ancora raccontati ai nuovi piloti della “pattuglia” . Il merito fu anche tuo.

A Rivolto, prima del trasferimento, eri un’istituzione, un punto di riferimento importante per il reparto ed a questo proposito, mi piace spesso ricordare con ironia che, quando ebbi l’onore di volare come passeggero sull’Aermacchi con il comandante della Pan, in seguito ad un paio di manovre che provai ad eseguire, dimenticasti volutamente, dopo aver annunciato la mia guida, di comunicare ai giornalisti presenti per la conferenza stampa dell’Air Show, che i comandi venivano ripresi dal comandante, il quale passava goliardicamente a bassissima quota sulle loro teste….

Tutti quelli che, come me, ti hanno conosciuto sono increduli e non possiamo che credere nelle parole della preghiera dell’Aviatore: “Fa nella pace dei tuoi voli, il volo più ardito, perché nessuna ombra sfiori la nostra terra” … e la nostra Patria.