Fu l’ultimo pupillo vincente del Drake; basterebbe questo per chiudere il discorso. Eppure, stamane un ricordo personale mi pervade. Ero un ragazzino di 12 anni, il giorno in cui le fiamme incastrarono il campione del mondo tra le lamiere della sua Ferrari, nel circuito più bello e pericoloso della Formula 1. Sembrò spacciato, ma in ospedale riuscirono a riacciuffarlo. Per giorni la tv apriva i notiziari con le sue condizioni di salute.
Io ero – insolitamente – “parcheggiato” al mare con mia nonna. Per giorni, due volte al giorno (all’epoca c’erano i “quotidiani del pomeriggio”) mi recavo in edicola per leggere, con ansia e sincera apprensione, il nuovo bollettino sul suo stato di salute.

Fu la prima – forse l’ultima – occasione della mia vita in cui provai vera ed incondizionata empatia nei confronti di un bipede a me sconosciuto. Non ne sono più stato capace; anzi, più il circuito mediatico cerca di evocare l’emotività collettiva verso qualcuno, meno mi interessa del caso e del qualcuno.

Sopravvisse, e dopo 42 giorni fu ancora in pista a difendere il secondo titolo consecutivo che era scontato, prima dell’incidente. All’ultima gara, in Giappone, ci svegliammo tutti all’alba per vederlo rivincere. Ma pioveva troppo, lui scese dalla macchina e dichiarò che non avrebbe corso per paura. E se ne andò, mentre James Hunt rimasto in pista gli soffiò il titolo. Da quel momento si ruppe il sodalizio umano con Ferrari, che mai gli perdonò la debolezza.

Vinse ancora l’anno dopo e poi se ne andò, dichiarando sicuro “tra qualche anno vedremo dove sarò io e dove sarà la Ferrari”. Lui tornerà campione anche sulla McLaren, per la Ferrari si aprirà il periodo più buio della storia. Era dichiaratamente, spocchiosamente antipatico. Per questo, in seguito, anche quando sceso dall’auto restò nel circo della Formula 1, l’ho sempre ammirato; non ho mai amato i piacioni e chi si finge “uno del popolo”.

Lui era Niki Lauda, mica cazzi.

Forse per questo, inconsapevolmente, quel ragazzino di 12 anni parcheggiato in riviera fremeva per lui…