Il partito dell’amore, Forza Italia, incassa l’inevitabile due di picche. Non è San Valentino, in Sardegna. Ed i sardi, quei pochi che vanno a votare, puniscono l’inciucio Berlu-Renzi. Eppure, per il centrodestra, pareva quasi una passeggiata. Grillo non aveva presentato la lista, il Pd era spaccato dopo la porcata del burattino Matteo contro Letta, le sedi delPd erano rimaste deserte in tutta Italia per le primarie dei segretari regionali. Disamore, disgusto, disperazione: disertate le urne.

Dunque, davanti al 53% dei votanti, per il candidato di Berlu sembrava facile la riconferma. In più c’era anche la scrittrice Murgia a portar via voti al Pd. Che, infatti, ha vinto. Ed ora Berlu – che sognava di raggiungere da solo la maggioranza assoluta dei voti o, in subordine, il 37% dei voti che gli darebbero la maggioranza dei seggi con la legge elettorale concordata con l’amato Matteo – si risveglia dal bel sogno.

Il suo modello di partito e di politica non funziona più. I suoi uomini sono perdenti praticamente ovunque. Piacciono a lui, non piacciono agli elettori. Un’offesa enorme per uno egogentrico come Berlu. Come è possibile che le sue donnine, i suoi bellocci, i suoi personaggi in cerca di contenuti, non entusiasmino il popolo del centrodestra? Come è possibile che non ci sia entusiasmo per questo suo abbraccio mortale con il burattino toscano? Come è possibile che il “gabibbo bianco” Toti non abbia portato milioni di consensi con la sua apparizione al mondo dopo il dimagrimento?

Già, non funziona. La base, quella che comunque dovrebbe andare a votare, pare abbia il cattivo gusto di voler scegliere i propri rappresentanti, i propri consiglieri locali e parlamentari nazionali. Non basta essere bellocci da discoteca per trasformarsi in capaci assessori in settori sconosciuti. E gli elettori l’hanno capito. Hanno capito che l’abbraccio con il burattino servirà soltanto a tutelare Berlu e le sue aziende, ma porterà altra macelleria sociale per chi non fa parte della casta.

Non a caso l’Europa ha già chiarito che si sente tutelata dal burattino sul fronte del rigore e dei sacrifici (nostri). Renzi, uomo dei mercati europei, della finanza internazionale, degli speculatori. E chi ha scelto di abbracciarlo diventa, inevitabilmente, suo complice. Una legge elettorale truffa, con i soliti nomi imposti dall’alto, non eliminerà l’astensionismo. Tutt’al più darà nuovo vigore a Grillo, rinverdirà la Lega che potrà approfittare del traino della famiglia Le Pen, forse rafforzerà FdI se qualcuno imparerà a far comunicazione. Ma difficilmente potrà premiare Alfano prostrato davanti a Matteo affinché non si vada al voto. O Berlu che, in cambio di questo abbraccio, spera di riottenere agibilità politica e spazi per le aziende. Forse otterrà questi risultati personali, ma i voti no.