Rai 4 ha recentemente mandato in onda, in prima serata, una interessante pellicola dal titolo: “Aftermath – La vendetta”, un film del 2017 diretto da Elliott Lester con protagonista Arnold Schwarzenegger. La pellicola è tratta dalla storia vera di Vitaly Konstantinovich Kaloyev, architetto russo la cui famiglia morì nel volo Bashkirian Airlines 2937, che entrò in collisione col volo cargo DHL 611 il 1º luglio 2002. Kaloyev uccise il controllore di volo danese Peter Nielsen il 24 febbraio 2004, ritenuto responsabile dell’incidente aereo.

Roman Melnyk è un architetto che lavora vicino Pittsburg e sta aspettando l’arrivo della figlia e della moglie dal volo AX112 in arrivo a mezzanotte a New York. Al suo arrivo in aeroporto viene però fatto entrare in una sala privata in cui gli rivelano che il volo ha subito un tragico incidente e che non si sa se ci sono sopravvissuti. Viene invitato a tornare a casa e a frequentare un corso di sostegno psicologico. Lui non si rassegna per la morte dei suoi cari e vuole avere scuse formali da chi ha provocato l’incidente. Queste scuse non le avrà mai né dalla compagnia né dal fornitore dei servizi aerei. Roman Melnyk inizia a covare odio nei confronti del Controllore del Traffico Aereo, Jacob Bonanos detto Jake, che era in turno durante il disastro e ritenuto da Roman unico responsabile dell’incidente.

Perchè? Jacob Bonanos, durante un turno notturno di avvicinamento radar, rimane da solo in sala di controllo e, nonostante ci sia poco traffico, ha a che fare con diverse avarie dei sistemi che lo distraggono dal controllo. In particolare, ha due aeromobili a Livello di Volo 100 e rotta convergente così decide di far scendere uno dei 2 ma senza ascoltare il readback del pilota e osservare l’effettiva esecuzione della manovra. Pochi minuti dopo gli aerei, AX112 e DH616, scompaiono dallo schermo radar e Jake capisce il dramma. Da qui inizia il suo calvario personale: viene invitato dall’ANS Provider a lasciare il lavoro, viene lasciato dalla moglie, cade in depressione e inizia ad abusare di psico farmaci fino a quando non decide di cambiare casa, città, lavoro e nome (Pat Dealbert). Con molta fatica, si rifà una vita e riallaccia i rapporti con la moglie e il figlio, Samuel.

Nonostante ciò, Roman riesce a trovarlo ed ucciderlo. Andrà in carcere per 10 anni e, alla sua uscita, il figlio del controllore vuole vendicarsi a sua volta. Lo seguirà e lo incontrerà al cimitero sulla tomba di sua moglie e sua figlia ma poi decide di perdonarlo e lasciarlo andare.

Arnold Schwarzenegger convince nel ruolo di colui che rifiuta di divenire un mero numero di matricola risarcito da una compagnia aerea. Anche la violenza pur presente nel film viene trasfigurata dalle ragioni dell’integrità familiare. E’ riuscita la metafora avversa al mondo della mera partita doppia del “profitti e perdite” … il denaro non può risarcire o peggio comprare tutti gli uomini. Si tratta sicuramente tra le opere cinematografiche, per stile narrativo e realtà fotografica, più interessanti degli ultimi anni.