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La Merkel apre le maglie dell’accoglienza ai migranti, ma il suo governo lancia l’allarme. In Germania si  teme un rafforzamento delle attività di reclutamento da parte di jihadisti tra i rifugiati accolti nel paese. Non si tratta di una mossa propagandistica di chissà quale partito “populista”, ma di dati forniti dal ministero dell’Interno tedesco.

Dal mese di ottobre 2015 sono stati confermati oltre 340 tentativi di contatti tra esponenti salafiti e richiedenti l’asilo residenti nel paese, la metà delle quali avvenute “all’interno o nelle vicinanze delle strutture di accoglienza per rifugiati” – e “ci si può aspettare un aumento di questo tipo di attività” – è la risposta del ministero ad un’interrogazione parlamentare di cui hanno ottenuto copia i media del gruppo Funke.

I jihadisti stabiliscono i contatti con i richiedenti l’asilo offrendo aiuti e fornendo ai rifugiati denaro, cibo e tappeti da preghiera. Secondo il ministero dell’Interno, i richiedenti l’asilo più vulnerabili e sensibili alle offerte sono risultati i minori non accompagnati. La notizia ha acceso ancora di più il dibattito sull’immigrazione in un momento in cui la Merkel è ai minimi storici di consenso politico per le sue scelte “aperturiste”.  Immediata, infatti, è stata la richiesta della responsabile Interni del partito Die Linke, Ulla Jelpke, di maggiori sforzi contro le attività degli estremisti salafiti in Germania. Se persino la sinistra neocomunista si preoccupa vi è poco da stare allegri….