Negli spazi del Museo San Domenico, Forlì celebra con una grande mostra l’ “Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia”. Un tributo ad uno stile inimitabile che, all’indomani della Grande Guerra, segnò profondamente un tempo turbinoso. Al tempo stesso un immersione in uno stile di vita fascinoso che ebbe come interpreti Gabriele D’Annunzio, Francis Scott Fitzgerald, Greta Garbo, Rodolfo Valentino, Tamara de Lempicka, Isadora Duncan.

L’Art Déco non fu solo lo sviluppo del  Liberty, del “floreale”, ma rappresenta il suo superamento con un’idea di modernità inedita, legata alla produzione industriale e all’artigianato di qualità: da qui un nuovo linguaggio declinato nelle diverse caratteristiche nazionali, compresa quella italiana. Come racconta l’esposizione, anche nel “Patrio Stivale” il Déco divenne lo stile delle grandi residenze (compreso il Vittoriale, ultima dimora del “Vate”),  dei palazzi pubblici, dei teatri ma anche dei primi grattacieli, delle stazioni ferroviarie, dei transatlantici, dei cinema, delle automobili, della pubblicità, della moda, della musica.

Tra il 1919 e il 1929, grazie alle tre edizioni della Biennali di arti decorative di Monza (da cui nascerà poi la Triennale di Milano), si assisterà al trionfo di architetture e, poi, di ceramiche, vetri, bronzi, tessuti, gioielli che interpretarono l’energia del momento e segnarono la nascita del design, del made in Italy.  Ecco allora le sculture di Wildt, Martini, Tofanari, le ceramiche e gli arredi di Giò Ponti, i vetri di Venini, gli arazzi di Depero, i dipinti di Severini, Casorati, Oppi, la produzione della Richrard Ginori e della Fontana Arte, le luci di Martinuzzi. Un’esplosione di originalità e la qualità, merito di grandi maestri italiani troppo a lungo dimenticati o trascurati. Oggi tutti da riscoprire e valorizzare.

 

Art Dèco, gli anni ruggenti in Italia

Musei San Domenico, Forlì

Piazza Guido da Montefeltro, 2

Sino al 18 giugno

Catalogo Silvana editore

info: www.mostrefondazioneforli.it