Beppe Grillo non è il capo unico e fondatore carismatico del Movimento 5 stelle.
A dirlo è con una lettera al Corriere direttamente Casaleggio che scrive nero su bianco, il 30 maggio, di aver scritto lui le regole del movimento e di fatto di essere sempre stato al fianco di ogni decisione di Grillo. Testualmente racconta “Progettammo insieme il blog beppegrillo.it, proponemmo la rete dei Meetup (gruppi che si incontrano sul territorio grazie alla Rete), organizzammo insieme i Vday di Bologna e di Torino, l’evento Woodstock a 5 Stelle a Cesena e altri incontri nazionali, come a Milano dove, il 4 ottobre 2009, giorno di San Francesco, al teatro Smeraldo prese vita il MoVimento 5 Stelle.”
Non amiamo i complotti e i complottisti, ma per capire Grillo e il M5S non si può quindi non cercare di capire chi è e cosa fa nella vita l’altro leader dei grillini, quello che decide, ma resta nell’ombra.
Casaleggio è il fondatore dell’omonima azienda di web marketing e “comunicazione virale”.
Beppe Grillo quindi è l’uomo interprete di una strategia comunicativa di una azienda web? Fosse solo questo saremmo meno preoccupati.
Qualche domanda in più ce la poniamo vedendo i soci della Casaleggio e i loro curricula.
Mario Bucchich è stato Responsabile Comunicazione e Immagine del Gruppo Webegg, di cui lo stesso Gianroberto Casaleggio è stato AD nello stesso periodo. Webegg è stata una joint-venture di Finsiel-IT Telecom (Telecom la stessa proprietaria de La7… Tanto per capire l’obiettività di alcuni servizi televisivi).
Enrico Sasson “E’ direttore responsabile del mensile di management Harvard Business Review Italia (rivista edita da StrategiQs Edizioni, di cui è co-fondatore e amministratore delegato), Presidente di Leading Events (The Ruling Companies Association) e Presidente di Global Trends, società di studi, ricerche e comunicazione. E’ inoltre Board Member e Presidente del Comitato Affari Economici di American Chamber of Commerce in Italy e Board Member e di Aspen Institute Italia.
Tutte attività encomiabili, ma è utile evidenziare che American Chamber of Commerce è una sorta di grande lobby che sostiene attività economiche e scambi tra Italia e USA, tra i soci troviamo potentati economici multinazionali come: Standard & Poor’s, Philip Morris, IBM, Microsoft, ENI, Enel, Intesa San Paolo, Sisal, Rcs Editori, Esso, Bank of America, Coca Cola, Fiat, Fincantieri, Finmeccanica, Italcementi, Jp Morgan, Pfizer, Rai, Sky, Unicredit…
Mentre l‘Aspen Institute in Italia ha come missione “l’internazionalizzazione della leadership imprenditoriale, politica e culturale del Paese” e nel comitato esecutivo troviamo tra gli altri Mario Monti, Luigi Abete, Giuliano Amato, Lucia Annunziata, Umberto Eco, John Elkann, Franco Frattini, Paolo Mieli, Lorenzo Ornaghi, Romano Prodi, Cesare Romiti, Enrico e Gianni Letta, Fedele Confalonieri e Giulio Tremonti.
Tutte rispettabili attività economiche e bravissime persone, ma allora forse Beppe Grillo, se questi sono i suoi compagni di viaggio, potrebbe anche finirla di fare il rivoluzionario che si batte, come nel video qui riportato,
contro le multinazionali.
Contro i partiti è comprensibile e coerente che si batta, la democrazia in certi ambienti è un po’ un ostacolo mal sopportato.
Se l’Aspen Institute e l’American Chamber of Commerce vogliono entrare in Parlamento con una propria lista in concorrenza con gli attuali partiti è legittimo, se hanno pensato a Grillo come miglior interprete per riuscirci è astuto e comprensibile, meno però se abusano della buona fede di chi ripone fiducia nel M5S convinto di votare per un movimento di popolo che si batte contro il sistema che ha generato la crisi economica.