Milano, 17 febbraio 2003, viale Jenner. Abu Omar, imam della moschea sita nel medesimo viale, viene avvicinato da un furgone bianco e fatto oggetto di una extraordinary rendition, vale a dire di un prelievo manu militari di un soggetto sospettato di terrorismo.        

La “brillante” azione avviene con rapidità e il sequestrato viene trasportato alla base militare di Aviano e da lì trasferito in Egitto, un Paese dove la tortura non è reato.  Le indagini della procura milanese fanno maturare il convincimento che la “brillante” azione antiterroristica sia frutto di una collaborazione tra il servizio segreto italiano (all’epoca il Sismi) e la CIA. Cospicuo il numero dei soggetti impiegati dai due servizi nell’azione. Se ci sono fotografie o filmati della medesima, non ne arriva ai giornali alcuna: chissà come mai…? Quanto alle telecamere presenti nell’area (non poche, si può ipotizzare, perché una moschea guidata da un presunto terrorista è sicuramente oggetto di un attento controllo), non vedono o non riescono a vedere alcunché, probabilmente colpite da un virus informatico noto come “difesa della cristianità (e/o dell’Occidente  e/o di entrambi) dalla minaccia islamica”.      

La vicenda si dipana per circa un decennio, con incriminazione di agenti segreti italiani e statunitensi, ma tutto finisce ovviamente nel nulla, con assoluzioni e tempestive “grazie presidenziali”.  Nessuna foto è mai trapelata sull’istruttiva vicenda, a dimostrazione che, quando si vuole essere “seri e professionali”, anche in Italia si riesce, magari sotto la regia degli esperti agenti di Langley (Virginia).      

Per contro, la fotografia del cittadino statunitense arrestato a Roma è uscita subito e il sospettato era trattato in modo da poter far alzare altissimi lai contro la violazione del diritto nazionale e internazionale. Magari il giovane americano sarà processato, ma ha subito torture gravi, ergo si può persino dubitare che arrivi a processo. E, nel caso ci dovesse mai arrivare, interverrà sicuramente il Dipartimento di Stato, come fece Hillary Clinton per Amanda Knox.        

Il problema degli Stati clienti, come l’Italia, è la loro mancanza assoluta di sovranità e – se non c’è l'”ingenuone” che fa una foto a un sospettato grazie alla quale il sospettato stesso si avvia a diventare un torturato innocente – ci può essere il “furbetto” che gliela fa sapendo benissimo a chi può servire, e come, magari capitalizzando sulla tensione del momento e sul fatto che qualcuno, tra gli inquirenti, si può essere fatto prendere la mano, riscoprendo antiche vocazioni iper-repressive. In ogni caso, la posizione del cittadino americano ne esce parecchio alleggerita, nell’immediato e soprattutto in prospettiva. Potenza del diritto, nazionale e internazionale.

Una potenza che riesce a correggere tutti gli errori umani, a meno che a te – tapino – non sia toccata la sanzione, inappellabile, del Diritto più forte di tutti: il diritto di morire…! Anche quello è un diritto, dopo tutto, applicato con crescente impegno nei Paesi di più antica tradizione giuridica… Dai, cittadino, vedi di trovarti come minimo una scorta e di leggere attentamente i dati sulla diminuzione dei reati. Non farti condizionare da un accoltellamento andato a buon fine. Abbi fede!