Ancora una volta Antonio Polito, nell’editoriale del “Corriere della Sera”, “La seconda volta” , denunzia, in termini fin troppo diplomatici, i ritardi, le omissioni, le incertezze e gli errori del governo giallorosso, contro il quale l’opposizione di FdI e della Lega (quella berlusconiana non esiste o comunque ad essere buoni è equivoca), si è mossa con dichiarazioni roboanti senza alcuna iniziativa concreta e pregnante.

La sola denunzia circostanziata e fondatamente severa sull’abuso dei DPCM, strumento incompatibile con una democrazia autentica, è stata la presidente del Senato Alberti Casellati, con Mattarella ancorato e subordinato alla maggioranza, in  cui è presente, sempre più inascoltato, il partito del Presidente della Repubblica.

Opportunamente Polito ha ripreso le parole usate da Conte, sullo stato d’animo degli italiani “stanchezza, ansia, rabbia, frustrazione e sofferenza”, ignorando la macroscopica inconcludenza e l’abissale ignavia nell’applicazione delle misure di protezione. Sottolinea e denunzia lo scarso e principalmente distorto delle statistiche “poche e troppo generiche”. “queste contraddizioni e l’accavallarsi di decisioni e annunci tra Governo e Regioni, ci stano facendo perdere fiducia nella capacità del guidatore di tenere la strada. Che poi non è uno solo , ma un’affollata assemblea di ministri, capi delegazione, governatori , membri del comitato tecnico scientifico”. Arriva poi a riconoscere che “il malessere o la rabbia o la frustrazione” non vanno demonizzate  ma  “hanno una loro ragion d’essere”.

Anche la conclusione, pur senza accentuata condivisione, va sottoscritta, specie nel passaggio in cui spiega che se l’Italia, come asserisce Conte, in irrefrenabile captatio benevolentiae” (e voti)  , “merita di essere trattato come tale”. Molto più pungente e centrato è sulle colonne del “Messaggero” Luca Ricolfi. A suo avviso, assai difficilmente criticabile, “la seconda ondata è il frutto, prevedibile e previsto, delle omissioni dei mesi scorsi sui versanti cruciali”. Dopo aver elencato i tanti provvedimenti omessi e rilevato la tardività e l’insufficienza del “nuovo giro di vite”, ritiene che gli italiani non siano pronti “a una nuova stagione di sacrifici”, sostenendo – tesi grave ed avvilente – che “una società che ha perso la capacità di affrontare sacrifici per il bene comune è semplicemente in decadenza”.

Se esistono colpe sociali pesanti , anche remote, accumulate dai partiti della Prima e della Seconda repubblica, esistono ben consistenti ed evidenti responsabilità della maggioranza democratico – grillina, anche se vanno rilevate in primis quelle dell’ambizioso, presuntuoso e misterioso Conte. A sacrosanto avviso di Ricolfi “non ci ha chiesto scusa. Si è presentato come di consueto nelle televisioni, per dici che la situazione era grave, e che dovevamo di nuovo fare sacrifici”.

A giudizio di Ricolfi andava fatto un discorso di verità e di umiltà: “Cari italiani, è vero, in questi mesi, nonostante i pieni poteri che ci siamo presi proclamando lo stato di emergenza, non abbiamo fatto una serie di cose. Abbiamo latitato perché siamo litigiosi, disorganizzati e tendiamo a rimandare delle decisioni difficili”, recte incapaci e inadatti a guidare il Paese.