Nell’ anno 1000 e dintorni non esisteva lo Stato nel senso moderno. La politica si basava su rapporti personali istituzionalizzati. Mi spiego: quando tra il sovrano e uno dei suoi sudditi si instaurava un rapporto di stima e di fiducia, tale rapporto veniva consolidato nel cosiddetto “vassallaggio”. Non era un rapporto alla pari, ma entrambi ne traevano dei vantaggi. il primo concedeva al secondo il “beneficio”, che frequentemente era costituito da un territorio, sul quale il vassallo si insediava e che col tempo fortificava e dotava di un castello, che erigeva a propria dimora. Il vassallo era tenuto nei confronti del sovrano a fornire aiuto sia in tempo di guerra che in tempo di pace, a richiesta. Ma anche il vassallo aveva il diritto di richiedere l’aiuto del sovrano qualora fosse minacciato o per qualunque problema non fosse in grado di affrontare da solo. Inoltre il vassallo godeva della cosiddetta “immunità”, cioè l’esenzione rispetto a determinate tasse e imposte, nonché il diritto di riscuoterne di proprie (come ad esempio il teloneo, che colpiva il transito delle merci). Questo particolare rapporto costituiva, insieme ad una determinato mondo di valori, a una determinata mentalità e a certe consuetudini, il Feudalesimo.
Nell’anno 2018 e dintorni non esiste, in Italia, lo Stato nel senso moderno. La politica si basa su rapporti personali istituzionalizzati. Quando una holding si sviluppa, si ramifica anche all’estero divenendo un’entità apolide, e allo stesso tempo fornisce al sistema garanzie di fedeltà, allora stabilisce con quest’ultimo un rapporto preferenziale che le procura determinati vantaggi e privilegi. Quello che riceve non si chiama in verità “beneficio”, ma “concessione”. Si tratta sostanzialmente della stessa cosa. I patti che regolano queste concessioni sono segreti, così come lo erano quelli scritti sulle antiche pergamene e conservati nei più riposti armadi dei castelli.
Quanto ai diritti e doveri reciproci, possono riguardare le più svariate operazioni: chi governa può favorire il gruppo rendendo ancora più vantaggiosi i patti che regolano le concessioni e rendendo nulli o solo formalistici i controlli sul suo operato, il gruppo può sostenere un governo in vari modi, per esempio attraverso campagne di stampa (quasi sempre controlla parte dei media) o qualche altro genere di supporto, più tangibile, in favore dei partiti che lo sostengono. Questo particolare rapporto costituisce, insieme ad una determinato mondo di valori, a una determinata mentalità e a certe consuetudini, la democrazia.
Così come vigente in Italia fino al 4 marzo scorso e da quel giorno, si spera, in via di smaltimento.