Il caso Bibbiano è stato ormai affrontato  sotto tutti i suoi aspetti. Mancano i capi di imputazione e i rinvii a giudizio, per i quali aspettiamo la fine delle indagini. Preciso che non m’interessa utilizzare la vicenda a scopo politico, ma ritengo che sia una corretta operazione culturale indicare i motivi per cui ciò che è avvenuto sia possibile solo in contesto politico-culturale di sinistra. Indicarlo sine ira et studio, per amore di verità, toccando quegli aspetti della questione che sembrano più rilevanti.

La famiglia è la prima società naturale. Preesiste allo Stato, dunque, sia logicamente che storicamente. Logicamente, perché essa si costituisce sulla base di dati oggettivi mediati razionalmente e culturalmente, che sono in sostanza due: la complementarietà sessuale in tutte le sue sfumature e la necessità di una compresenza genitoriale che duri nel tempo per accudire ed educare la prole. Storicamente, perché i ritrovamenti archeologici attestano tumulazioni di interi nuclei familiari nella stessa tomba in periodi storici nei quali non esisteva neppure un embrione di Stato. Ebbene, è proprio il fatto che sussista un nucleo originario e immodificabile dell’esperienza umana che la Sinistra statolatrica non accetta. La Sinistra per cui tutto  è  convenzione, tutto è progetto, tutto si elabora a tavolino – dal diritto di proprietà ai diritti politici, dal sesso visto come una mera opzione del singolo al diritto di essere o non essere uccisi nel ventre materno o nel letto  di ospedale – non può ammettere che lo Stato si fermi di fronte a questo recinto sacro. Non per nulla tutte le  rivoluzioni di impronta massonica (come fu in gran parte la Rivoluzione Francese e interamente quella di Calles in  Messico) e/o  socialcomunista (scelga il lettore quella che preferisce) hanno identificato nella famiglia, se non un nemico da eliminare, un problema da risolvere.

È dunque comprensibile che chi coltiva questa visione totalitaria dello Stato abbia meno scrupoli di altri ad intervenire su un nucleo familiare magari in difficoltà disarticolandolo ed affidandone i membri ad istituzioni esterne o ad altri nuclei familiari. Neppure costui si sentirà tenuto a scegliere il nucleo affidatario fra quelli con coppie genitoriali eterosessuali, proprio perché non considera la struttura familiare tradizionale come un dato insuperabile, ma ne demanda la composizione al potere discrezionale dello Stato.

Cambiando in parte tema, gran parte delle critiche al sistema Bibbiano hanno preso di mira la capacità non solo degli psicologi come professionisti, ma della stessa Psicologia come disciplina, di fornire indicazioni sicure  circa la salubrità di un ambiente familiare e, di conseguenza, l’opportunità o meno di sottrarre ad essa un minore o di inserirlo in un nuovo nucleo ritenuto idoneo. Nel tumultuoso dibattito di questi giorni è stata poi sovente tirata in ballo la Psicoanalisi – probabilmente essendo la più conosciuta fra le scienze della mente – e il suo fondatore Sigmund Freud, contestandone la capacità di esprimersi con certezza in questo senso. Il tiro à andato in gran parte fuori bersaglio, poiché in verità Freud era prudentissimo nell’identificazione di abusi domestici, ed in  in realtà è stato, sia pure su basi materialistiche e meccanicistiche, un fiero difensore della famiglia tradizionale, nonostante la collocasse all’origine delle nevrosi.

Il vero patrono di Bibbiano non è dunque  Freud ma piuttosto Marcuse, il quale teorizzò una società in cui le pulsioni erotiche, compresse dalle necessità lavorative imposte dal sistema capitalistico, trovino libero sfogo: a ognuno, insomma, la sua rivoluzione. E si capisce facilmente come le sue principali opere (in particolare “l’uomo a una dimensione”) siano state tra le bibbie del movimento New Age poi confluito nel ’68, che tra le tante libertà per cui lottava poneva anche quella sessuale declinata in tutte le sue varianti, incluse omosessualità e pedofilia. Queste, a mio modesto avviso, sono le duplici fonti del sistema-Bibbiano così come lo si è percepito dalle cronache. Fonti che hanno un preciso segno politico, anche se certamente non tutte le persone di Sinistra che conosciamo e stimiamo si riconoscono in esse: non tutti i comunisti mangiano i bambini.