L’altro giorno a Sesto San Giovanni — l’ex “Stalingrado” lombarda espugnata dal centrodestra alle ultime elezioni — ciò che resta della sinistra ha dato nuovamente spettacolo. Un mesto corteo antifascista per protestare contro una legittima e affollata manifestazione organizzata da CPI a cui partecipavano alcuni esponenti del centrodestra. Nella strada poca gente, solito rituale, solite grida, solite vecchie facce. Ma anche una vecchissima faccia. Quella di Sergio Segio, l’ex capo dei sanguinari terroristi di Prima Linea, il gruppo concorrente delle BR.

A Sesto Sergio Segio ritrova i suoi compagni…

I ragazzi di Lealtà Azione, molto curiosi e attenti, hanno subito identificato l’ex detenuto pluricondannato e hanno commentato adeguatamente. Ecco il comunicato: «La linea della tragicomicita’ dell’antifascismo milanese è stata superata in ogni senso. Personaggi che ogni giorno invocano l’intervento della magistratura nei confronti della nostra associazione e dei movimenti identitari non si sono fatti problemi a sfilare a Sesto San Giovanni insieme a personaggi quali Sergio Segio, terrorista di Prima Linea che il 19 marzo del 1980, insieme ad altri compagni di lotta armata, assassinò il magistrato Guido Galli all’interno dell’Università Statale di Milano.

La presidente nazionale dell’ANPI Carla Nespolo, che ieri invocava lo scioglimento dei gruppi neofascisti, non ha nulla da dire sul fatto che alle iniziative della sua associazione aderiscano pubblicamente personaggi come Segio? Analoga domanda la rivolgeremmo volentieri al Partito Democratico milanese, alla sinistra istituzionale e a tutti i rottami dell’attivismo LGBT e antirazzista.

Che gli antifascisti di professione quali Fiano, Limonta e Saverio Ferrari abbiano fatto sfoggio della partecipazione all’evento non può che confermare la pretestuosita’ e la pochezza di contenuto delle loro continue invettive. A ognuno i suoi amici».