Una sola certezza, quella casa a Montecarlo donata ad AN dalla contessa Colleoni, non porta bene alla famiglia Tulliani e dintorni. Non è un problema di iella ma di fisco e malversazioni. La procura di Roma ha riaperto un fascicolo avviato dai colleghi di Milano e spiccato 12 mandati di cattura. Il motivo? Tanti milioni di euro passati dalle società di Francesco Corallo — il discusso “re delle slot” — e finiti nei paradisi fiscali caraibici. Risultato: arrestati Corallo e Amedeo Laboccetta e indagati Giancarlo e Sergio Tulliani, cognato e suocero di Gianfranco Fini.

Secondo i magistrati Giancarlo Tulliani avrebbe messo a disposizione di Rudolf Baetsen, braccio destro di Corallo, due società offshore per poter far transitare i soldi destinati alle Antille olandesi e sempre Baetsen avrebbe finanziato l’acquisto dell’appartamento di Monaco, in boulevard Princesse Charlotte 14, già di proprietà di Alleanza Nazionale, rilevato da Giancarlo Tulliani e poi passato da una sua società a un’altra. Attraverso i conti di Giancarlo e di Sergio Tulliani sarebbe passato anche il denaro sottratto al fisco da Corallo: 2 milioni e 600 mila euro.
Ricordiamo che Laboccetta, quando era parlamentare, si oppose al sequestro di un computer di Francesco Corallo, sostenendo che si trattava di un pc con materiali inerenti la sua attività politica. Le indagini proseguono. Vedremo.