Pensavamo di aver toccato il fondo nel 2011, quando il presidente della repubblica Napolitano aveva “costretto” il governo Berlusconi a bombardare la Libia e successivamente, a colpi di spread, il Cavaliere, eletto democraticamente dal popolo sovrano, era stato esautorato e sostituito dal governo tecnocrate di Mario Monti. Invece è accaduto di peggio con Sergio Mattarella.

Il governo grillo-leghista era stato auspicato – tra gli altri – dall’ex consigliere di Trump, Steve Bannon che sogna la nascita di un’internazionale populista anti establishment. Ovviamente le incognite sarebbero state molte: i programmi dei due partiti non collimavano e all’interno del Movimento 5 stelle c’è una cospicua corrente “di sinistra” che è molto preoccupante. Proprio per cercare di “bilanciare a destra” il blocco governativo, avevo auspicato che nel governo entrasse anche Fratelli d’Italia, che invece aveva preferito la scelta dell’opposizione. Un errore, perché FdI avrebbe dovuto spiegare perché nel 2011, l’allora Popolo della libertà (che conteneva al suo interno anche la componente “ex-An”), avesse fatto parte del governo tecnico Monti, arrivando a votare tra le altre cose la famigerata “Legge Fornero”, e adesso avesse deciso di stare all’opposizione rispetto a un governo populista che prometteva di stracciare la suddetta legge infame. Ma soprattutto chiediamoci perché nel frattempo tutti i poteri forti si erano scagliati contro l’ipotetico governo grillo-leghista, dalle reazioni scomposte dell’Ue, della stampa internazionale (soprattutto economico-finanziaria), le borse che erano iniziate a precipitare e lo spread a salire.

E alla fine il colpo finale con il veto da parte del Presidente della Repubblica Mattarella sul nome di Savona. La verità è che se fosse nato, il governo giallo-verde sarebbe stato l’esecutivo più populista e sovranista dall’avvento della Repubblica. E lo scontro oggi è questo, tra sovranismo ed euromondialismo; la restaurazione della sovranità nazionale, economico – monetaria e democratico – popolare è la priorità, rispetto alla quale tutto il resto deve passare in secondo piano. E a dire il vero Savona considerava l’uscita dall’euro solo il piano B, come alternativa qualora non avesse funzionato il piano A, che era la rinegoziazione dei trattati europei, ovvero, restare in Ue, ma cambiandola da cima in fondo. Tanto è bastato perché Mattarella mettesse il veto e impedisse la nascita del governo. È un fatto di una gravità inedita, perché il Quirinale non può negare l’incarico a un ministro solo perché non ne condivide le sue idee politiche e/o economiche.

Mattarella è andato oltre i poteri che la Costituzione gli assegna, ed ecco perché condivido la proposta di Fratelli d’Italia e 5 stelle di mettere in stato d’accusa il Presidente della repubblica, proposta alla quale mi sarei aspettato l’immediata adesione di Salvini, e che invece, almeno per il momento, misteriosamente, tarda a esserci. Il Movimento 5 stelle, che piaccia o meno, è la lista più votata alle ultime elezioni, e la Lega è il primo partito della coalizione più votata, e il “contratto di governo”, era stato votato dai cittadini tramite la piattaforma web Rousseau per i grillini, e attraverso i gazebo dai leghisti, e a dire il vero ai gazebo si sono recati anche molti cittadini che non erano della Lega. Il risultato era stato un plebiscito assoluto a favore del contratto di governo. Diffido della “democrazia diretta”, ma in tempi di oligarchia, temo che sia l’unica che possa riaffermare un principio di libertà democratica. Risultato? Nullo! Le elezioni che hanno premiato Di Maio e Salvini, non conta! La partecipazione appassionata alla votazione del programma tramite web e gazebo, annullato, e la stessa Costituzione: carta straccia!

Perché quello che conta, è il volere dell’Ue, dei mercati finanziari, dei poteri forti! La democrazia – già da tempo traballante – adesso è stata palesemente abolita in favore di una dittatura oligarchica. E dopo Scalfaro, Ciampi e Napolitano, Mattarella è il quarto Presidente della Repubblica di centrosinistra che si mostra “di parte” e che esegue gli ordini impartitili dai potentati euromondialisti. Ma lo strappo di Mattarella è il più grave della storia repubblicana, anche perché oltre ad aver bloccato il governo Conte, si sta adoperando per imporci il governo Cottarelli, l’ennesimo governo tecnico che sarebbe “di minoranza”. Uno scempio troppo grave per essere taciuto, tanto che già ieri sera si sono avute manifestazioni spontanee di cittadini arrabbiati di fronte alle prefetture di molte città. E subito si sono avute le reazioni di tanti leader “populisti-sovranisti”, come la Le Pen e Farange che hanno attaccato duramente Mattarella parlando di colpo di Stato in Italia. Ed è questo che, di fatto, è accaduto: un colpo di Stato, di fronte al quale bisognsa organizzarsi e reagire con tutta la forza e la fermezza necessaria.