”E’ avventuroso parlare di crescita sostenibile senza pensare al rigore di bilancio”. Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel a Berlino, intervenendo alla 12/ima Conferenza del Consiglio dello Sviluppo sostenibile. “Quando penso al Consiglio di giovedì prossimo a Bruxelles mi preoccupa che si parlerà assolutamente troppo di tutti i possibili modi per condividere il debito, e troppo poco di migliorare i controlli e di misure strutturali”. E a scanso di equivoci ha chiarito che per lei gli Eurobond sono una soluzione “sbagliata sia dal punto di vista politico che economico”.
La doccia gelata reagala dalla Merkel a chi sperava che il prossimo vertice portasse un po’ di sviluppo oltre al rigore ha avuto subito i suoi effetti.
L’indice FTSEurofirst 300 è andato giù dell’1,5% a 987 punti, il calo più marcato dal -1,9% registrato il 1 giugno scorso. A Francoforte il Dax ha perso il 2,09%, a Parigi il Cac40 il 2,24%, a Londra il Ftse100 l’1,14%. Peggio ha fatto Madrid (-3,67%).
La maglia nera arriva anche oggi all’Italia governata dal tecnico Monti.
A Piazza Affari il Ftse mib ha chiuso a -4,02% a 13.113 punti, mentre l’All share ha ceduto il 3,75% a 14.064 punti. Crolli a ripetizione per gli istituti di credito, con lo spread risalito oltre i 450 punti: Unicredit (-8,4%), Intesa (-6,4%), Mediobanca (-6,9%), Monte dei paschi (-6,7%), Bpm (-8,5%). Milano ha mandato in fumo 12,46 miliardi di euro in una seduta.