Le posizioni espresse con chiarezza nei giorni scorsi  da Giampaolo Pansa mi trovano perfettamente d’accordo: pensare che l’ultima  sentenza della Cassazione su Berlusconi possa permettere al centro destra di rimanere tale e quale  rimane una pia illusione, forse  dei  soli fedelissimi che devono al Cavaliere tutte le loro fortune politiche. Pansa dice una verità che va ribadita senza reticenze o ipocrisie: “Berlusconi non ha più futuro. E come capo politico è finito. E’ finita l’era del Cavaliere e nulla potrà ritornare come prima.” Probabilmente si parlerà di Berlusconi ancora per mesi. Forse il Cavaliere riuscirà a far cadere il governo Letta, magari per  ottenere le elezioni anticipate. Può darsi che i  suoi devoti continueranno a invocarlo come l’unico leader possibile del centrodestra. Di certo resterà per molti un personaggio che ha segnato un ventennio di storia italiana da criticare o solamente da rispettare.Una cosa è certa: il centrodestra  dovrà riformarsi  per  poter competere con la sinistra, costruendo una nuova classe dirigente capace  di farsi interprete di un progetto per innovare la politica italiana.

Il fatto che Flavio Tosi e Giorgia Meloni abbiano rotto il ghiaccio nella palude alternativa alla sinistra  ha guastato i sonni estivi di più di qualcuno è da ritenersi un avvenimento sicuramente positivo. In un quadro bipolare, un centrodestra serio ed  innovatore  deve guardare al futuro e a nuove classi dirigenti .

La candidatura di Flavio Tosi alla guida del centrodestra ,magari in abbinata con quella di Giorgia Meloni ,ha forato nell’immaginario collettivo e se a questi nomi ne aggiungiamo qualche altro la prospettiva per un progetto politico si può intravedere. Due giovani leader che hanno molte cose in comune. Tutti e due provengono da un’esperienza militante in un partito vero e popolare; entrambi hanno al loro attivo esperienze amministrative importanti e qualificate; entrambi  nascono dalla militanza e dalla pratica in partiti organizzati; entrambi  appartengono ad una generazione che ha visto il declino di queste forze organizzate e il mutamento della politica che non ha saputo rigenerarsi attraverso nuove e qualificate classi dirigenti. Assieme  mettono in discussione e hanno messo in discussione la loro posizione per creare qualcosa di nuovo e rappresentare i molti delusi dalle politiche del centrodestra in questi ultimi anni. Credo che queste particolarità  assieme alla chiarezza ed al coraggio  possano  rappresentare quel qualcosa di nuovo di cui c’è tanto bisogno nella politica italiana. Vi sono dei punti  in comune ma fortunatamente  anche delle differenze. Mentre Giorgia Meloni ha fatto la sua esperienza negli ambienti romani in un contesto difficile in cui la politica risente notevolmente dei condizionamenti delle lobby di Palazzo , Flavio Tosi è nato dalla gavetta in un movimento in cui parlare di ricambio generazionale fino a qualche anno fa sembrava utopia. In realtà ,Flavio  nel Veneto rappresenta qualcosa di più rispetto alla Lega anche nella sua Verona .E’ forse tra i dirigenti che si sono resi conto per primi che il movimento fondato da Bossi nel Nord Est non ha  prospettiva se non si aggiorna e se non si rinnova nei quadri e nella modalità di approccio alla pubblica opinione .Ecco perchè credo che questa  “strana coppia” possa avviare in  futuro un’aggregazione dove almeno si possa discutere , confrontarsi e misurarsi per definire un progetto politico condiviso e verificabile  dalla pubblica opinione. Quello che non si trova più in quel che rimane del PDL e non ci sarà mai nella nostalgica riesumazione di Forza Italia .

Quello che manca al centro destra e ai troppi dirigenti  rimasti fedeli a Silvio Berlusconi più per  sfruttare  la sua popolarità o la sua capacità di grande comunicatore  che per individuarne un leader per l’Italia del futuro. Giorgia Meloni e Flavio Tosi mettendoci la faccia e provocando il dibattito con determinazione  ,almeno ci provano e ci possono riuscire.