Malinconia e un po’ di tenerezza. Vedere Berlusconi, ospite da Vespa, incenspicare sulle domande o rivendicare meriti, medaglie e riconoscimenti da Fontana, pessimo direttore del  Corriere e vecchio comunista, fa tristezza. Sembra il nonno rimbambito, lo zio bizzarro che, assediato da eredi voraci e famelici, difende i suoi piccoli risparmi, il suo tesoretto. Non sono ancora morto, esisto. Conto ancora e senza di me sono cazzi vostri….

Per i nuovi “geni” della politica italiana poco più di follie senili. Eppure, eppure Berlusconi non ha torto. Almeno non del tutto. Quello che fu l’uomo più potente d’Italia, il sultano di Arcore, il Cavaliere nero etc. etc. è riuscito, dopo uno sputtamento globale e la folle defenestrazione da palazzo Madama, a farsi rieleggere in Europa, posizionare il modesto Cirio alla presidenza del Piemonte e assicurare al centrodestra a trazione salviniana un numero significativo di comuni e comunelli. Incredibilmente Forza Italia c’è. Nonostante le brutte figure, nonostante gli arresti, nonostante la campagna acquisti meloniana (Mantovani, Gardini, Rosso etc.) , nonostante Tajani e Brunetta, il “partito di plastica” esiste e resiste. I numeri parlano. Uno spezzone non disprezzabile dell’elettorato italiano crede ancora nel Berlusca e lo vota convintamente.

Insomma, il nonno rimbambito, lo zio bizzarro ha ancora delle carte da giocare. Poche ma importanti. Anche e soprattutto in Europa. Considerata l’entità della posta in gioco (e le letterine in arrivo da Bruxelles) varrebbe la pena di usarle (una volta tanto) per una buona battaglia. E poi chi dei neo europarlamentari sovranisti e/o conservatori ha il numero di telefono di Trump, Putin, Merkel? Nessuno. Chiamate Arcore. L’uomo è anziano, siate gentili.