La tradizionale alleanza russo-serba si conferma e si rafforza. Il governo di Belgrado — sempre più scettico rispetto all’Europa e assai preoccupato della situazione in Montenegro e Macedonia — ha deciso di modernizzare il proprio apparato militare e si è rivolto al Cremlino.

Ieri il premier serbo, Aleksandar Vucic, affiancato dal suo ministro della Difesa, Zoran Djordjevi, ha incontrato nella capitale russa il ministro della Difesa Serghiei Shoigu, per ufficializzare la donazione di sei aerei Mig 29, trenta carri armati T-72 S, trenta veicoli blindati di ricognizione BRDM-2 e qualche pezzo da artiglieria da 14,5 mm. Un bel regalo di Natale, anche per uno dei più robusti eserciti balcanici, già equipaggiato con oltre 200 tank, 80 lanciamissili, 30 elicotteri e 120 pezzi d’artiglieria.

I Mig,  che verranno schierati accanto ai quattro già oggi a disposizione dell’aeronautica militare serba, dovranno però essere “adeguati” e serviranno ben 180-230 milioni di euro per ridare piena operatività ai velivoli. Una cifra importante per l’economia serba, ma si tratta sempre di un risparmio rispetto ai 600 milioni per nuovi jets. Putin ha segnato un’altro punto a suo favore nella partita balcanica mentre, per il momento, la Nato e Bruxelles restano a guardare.