La sempre più vicina chiusura delle frontiere austriache avrà conseguenze pesanti per l’Italia. Secondo le autorità croate — e i servizi di intelligence italiani — l’invasione dei disperati che dalla Turchia (gentile regalo di Erdogan all’Europa) risalgono i Balcani diretti in Germania sta per cambiare strada: una volta arrivati in Croazia i “migranti” si dirigeranno su Fiume e da qui in Italia, attraverso Trieste e Gorizia.

Altra possibilità è che l’inverno  faccia veramente deviare il flusso sull’Albania e riaprire il ben rodato commercio degli scafisti schipetari verso la Puglia. Non si è esclude inoltre la possibilità che il flusso di migranti possa arrivare anche sulla costa meridionale della Dalmazia e da lì proseguire lungo la costa verso l’Italia, attraversando l’Adriatico o risalendolo verso il Golfo di Trieste.

A Berlino, intanto la cancelliera tedesca Angela Merkel in questi giorni sta cercando faticosamente un accordo con gli altri partiti della coalizione – l’Spd e i “cugini” bavaresi della Csu – sulla questione immigrazione. La Merkel in affanno ha cercato di spaventare i suoi recalcitranti alleati: se la Germania decidesse di chiudere i propri confini, gli altri Stati lungo la rotta dei Balcani reagirebbero allo stesso modo. Ci sarebbe, cioè, un effetto domino, che accentuerebbe le tensioni che già esistono nell’ex Jugoslavia. “Non voglio – ha detto la cancelliera – che in quei Paesi si ripropongano conflitti militari. le cose possono andare più velocemente di quanto si creda, per passare dalle parole alle mani, con effetti che nessuno auspica”.

Non si è fatta attendere la reazione piccata del primo ministro croato, Zoran Milanovic: «Non ci sarà nessun conflitto armato nei Balcani – ha dichiarato – nel caso la Germania chiudesse i confini, e, se proprio lo volesse, la Croazia potrebbe chiudere i propri molto più velocemente della Germania».