Favorevole com’è alla “raccolta differenziata”, il mondo delle merci fa sì che, se uno è un manager di grido, ha diritto a una robustissima buonuscita e a una caduta in piedi; se è un commesso di supermarket, finirà direttamente nei cassonetti posti sul retro del medesimo, dove in linea teorica potrebbe anche venire sbranato da quella sempre più nutrita “corte dei miracoli” che si affolla intorno a tali cassonetti (per i torinesi, suggerirei come punto di osservazione – tra i tanti possibili – il MacDonald all’inizio di Corso Giulio Cesare, arrivando dall’autostrada Milano-Torino).
Non vedo mai economisti “laureati” (cioè con tanto di corona di alloro a premiare la loro rilevanza dottrinale e sociale) a seguire queste operazioni, e tanto meno politici. Ma non c’è nulla di meglio che vedere in azione, nelle sue peggiori bassezze, “il migliore dei mondi possibile, o comunque il meno peggio”. E’ orrore puro allo stato pratico, quello che per altro ispira abitualmente, ma, se uno le vede, è meglio, perché supporta anche parecchio sul piano concettuale. Ti vengo in mente – se ti resta voglia di ridere e ami l’osservazione “sul campo” – certe teorie sulla “società affluente” (affluente ai cassonetti…?). Come sono ben riscaldate, d’inverno, le università…

P.S

Banana Republic

Incapace di recuperare due marò, mandati tra l’altro a fare ciò che non avrebbero dovuto fare, nella veste più errata.
Capace di graziare un agente della CIA responsabile di un atto illegale come una “extraordinary rendition”.
E’ proprio vero che a Natale sono tutti più “buoni”…