Cesare Battisti, terrorista di sinistra dei Proletari Armati per il Comunismo, condannato in Italia all’ergastolo con sentenza passata in giudicato per quattro omicidi, arrestato in Brasile e richiesto dall’Italia per ospitarlo nelle patrie galere, s’è visto riconoscere lo status di rifugiato politico.

Il Presidente Napolitano ha scritto ai colleghi presidenti brasiliani che si sono succeduti nel tempo, ma gli hanno risposto che non v’era problema giuridico. E tant’è anche se la Suprema Corte Federale brasiliana aveva sentenziato che il balordo dovesse essere estradato.

Il Ministro degli esteri italiano minaccia il ritiro dell’ambasciatore dal Brasile e la rottura delle operazioni diplomatiche, e nel frattempo giù con la carta bollata ad impugnare le decisioni presidenziali brasiliane contrastanti con il verdetto della Suprema Corte pur’essa brasiliana.

Ma non basta.

Il passo successivo è l’embargo economico e, conoscendo il motore trainante dell’economia  brasiliana, niente più migrazioni d’uccelli dall’Italia verso il Brasile e niente più tette e culi dal Brasile sulle nostre strade, l’effetto è garantito.

A quanto pare lì tutto poggia su questo se anche il sistema di diritto è una presa per il culo.

(www.destrainconcludente.com)