Non so ancora come andrà a finire la vicenda del Conte bis. Ho delle riserve sulla decisione di Salvini di staccare la spina al governo gialloverde, soprattutto concernente il modo e i tempi scelti, e sono personalmente convinto che anche Salvini e Lega si siano resi conto che forse l’avevano fatta fuori dal vaso, infatti, abbiamo assistito in questi giorni a una serie di passi indietro – a volte anche imbarazzanti e umilianti – nel tentativo (vano?) di ricucire con l’alleato pentastellato.

Il Bis conte

Intendiamoci, se alla fine l’accordo tra 5 stelle e Pd non dovesse andare in porto e ci si precipitasse alle urne, quasi sicuramente la Lega guadagnerebbe ulteriori consensi. Ma onestamente la posta in gioco è troppo alta. I poteri forti useranno ogni mezzo immaginabile per impedire le elezioni anticipate, perché consegnerebbero Palazzo Chigi a Salvini, con una maggioranza sovranista bulgara che avrebbe anche la possibilità (finalmente) di eleggere il prossimo Presidente della Repubblica. Mattarella (democristiano di sinistra), spinge perché nasca il nuovo governo giallorosso; un esecutivo di sinistra – sinistra. E l’Ue franco-tedesca ovviamente soffia sul fuoco, al punto che la Cancelliera Merkel ha contattato Mattarella e Conte intimando: “Il Conte bis va fatto ad ogni costo, fate l’accordo e fermate Salvini”.

Un’interferenza gravissima che ci fa capire che lo scontro in atto è tra sovranismo ed euromondialismo, e ovviamente i grillini (quelli che anni fa invocavano improbabili referendum sull’euro), si trovano all’improvviso mutati in vassalli dell’europeismo tecnocrate. Se questo nuovo governo nascerà (speriamo di no), sarà un esecutivo agli ordini degli sciacalli di Bruxelles; l’ennesima violenza alla nostra sovranità nazionale.

E per non farsi mancare nulla, c’è ovviamente l’attivismo del Vaticano bergogliano che continua a paragonare il sovranismo al nazismo, incurante delle pericolose derive laiciste che colpirebbero il nostro Paese se dovesse insediarsi il governo Pd – 5 stelle – LeU. Perché non è difficile immaginare cosa realizzerebbe il Conte bis: a parte patrimoniali, salari minimi, e burocrazie neostataliste, riaprirebbero i porti invadendoci d’immigrati, varerebbe lo Ius Soli, legalizzerebbe le droghe leggere, approverebbero le adozioni gay, l’aborto al nono mese (come è già legge in alcuni stati Usa), e l’eutanasia.

Sarebbe il governo “più a sinistra della storia d’Italia”, il più orrido di sempre, che unirebbe il peggio del pauperismo e dell’antiproibizionismo libertario. Ovviamente un “paradiso” per quel “popolo di sinistra” che da tanto tempo attende la realizzazione dello Stato laido. Un inferno, per tutti quelli che nel campo del centrodestra non vogliono rassegnarsi a questo scempio. Non mi consola l’idea che prima o dopo si arriverebbe comunque alle elezioni e potrebbero decretare la disfatta delle sinistre, perché il tempo durante il quale governerebbero, potrebbe essere sufficiente per arrecare danni, forse, irreversibili per la nostra società.

Ecco perché dovremmo compiere ogni sforzo possibile per impedire il compiersi di questo disastro. Ma per farlo, il centrodestra dovrebbe essere unito e giocarsi bene le proprie carte. Purtroppo, per adesso, ci stiamo muovendo assai male. Da una parte Salvini e Meloni sembrano voler scaricare il Cavaliere. Dall’altra Berlusconi, alla stampa dice che occorre costruire un governo di centrodestra lontano da “ingenui” sovranismi e populismi. Al punto che in queste ore circola l’ipotesi che addirittura Forza Italia potrebbe astenersi al momento del voto di fiducia a Conte.

Se fosse vero, la mossa azzurra sarebbe dettata dalla disperazione: i sondaggi danno il partito forzista ai minimi storici e vedendosi scaricato da Lega e Fratelli d’Italia, cerca un “gioco di sponda” con il Pd per rientrare in partita. La sensazione è che Berlusconi tema il sovranismo più della sinistra. Ma possiamo immaginare che credibilità potrebbe avere il partito del Cavaliere se dopo anni di urla contro il grillismo, dovesse finire con l’astenersi a un governo Conte bis.

Intanto Salvini e Meloni raccolgono firme per petizioni ed evocano la piazza; iniziative alle quali con la “testa” non posso sostenere perché inconsistenti, ma le condivido con il “cuore”. La Meloni insiste perché la manifestazione di piazza si svolga il giorno del voto di fiducia a Conte. Difficile pensare che una dimostrazione di forza popolare possa influenzare il Palazzo. Più probabile che l’iniziativa serva per attrarre consensi e crescere. Strategie che almeno sul piano elettorale potrebbe funzionare, considerando che FdI è dato, negli ultimi sondaggi, attorno al 9%. Sperando che gli attori in campo nel campo progressista non trovino la quadra, confidando che al momento del voto di fiducia saltino fuori “franchi tiratori” (per esempio i filo leghisti tra i grillini); resto pessimista, ma suggerisco l’azione: opposizione in Parlamento e in piazza.

Senza farsi illusioni, ma non possiamo permetterci di tralasciare nulla. Ci stiamo giocando la partita decisiva, quella tra la dittatura della globalizzazione economica e il ripristino del primato della politica, della democrazia popolare e della sovranità nazionale.