Nell’ordine: Berlusconi dichiara di volere un centrodestra unito, e nega accordi con Il PD; poi “bacchetta” chi attacca Renzi e Boschi, e assolve quest’ultima perché “è naturale che il padre abbia chiesto alla figlia ministro di interessarsi di Banca Etruria”;
– elenca i leader arabi con cui ha avuto a che fare, e quando arriva all’Egitto cita “lo zio di Ruby” senza che da sinistra si sollevino strali e proteste;
– lascia trapelare l’elenco dei suoi parlamentari “inamovibili”, di parecchi dei quali non si è mai udita la voce in numerosi lustri di presenza (???) nelle aule parlamentari;
– il fido Brunetta giura che FI vuole il centrodestra unito, ma ripropone la legge proporzionale, in cui ognuno fa corsa sé, nessuna maggioranza sarà determinata dalle urne, e dopo il voto si metteranno assieme quelli che in campagna elettorale avranno giurato ai propri tifosi, un po’ grulli e festanti, di combattersi (come peraltro candidamente ammesso proprio ieri sera dall’ex cavaliere).

Intanto, altrove nel centrodestra, tarda il coraggio (da qualche parte più, e meno altrove…) di dichiarare CHIUSA la stagione del vecchio leader che, legittimamente, ormai pensa SOLO ED ESCLUSIVAMENTE a tutelare gli interessi personali suoi e del suo gruppo economico.

Quanto dobbiamo attendere perché chi condivide questa analisi faccia partire un progetto di centrodestra che PRESCINDA da Berlusconi?

Ritardare priverà gli elettori di una scelta credibile; perdersi in presunzioni e gelosie farà appassire senza soddisfazione ogni ambizione personale. Temere la sconfitta, renderà la stessa inevitabile, e ci relegherà per sempre all’inconsistente marginalità. Rinunciare, ciascuno, a poco del proprio, offrirebbe a tutti il molto che ognuno può portare alla causa comune.

CORAGGIO, la vita è adesso…