Una contrapposizione tra una destra legalitaria e identitaria che si pone il problema della sicurezza nazionale e della difesa delle sue tradizioni, e una sinistra indulgente e internazionale che vede invece le immigrazioni di massa e la relativizzazione dell’idea di “frontiera”; una simile contrapposizione, dicevo, non solo la accetti, ma per certi versi la richiedi, perché senza contrapposizione tra due visioni ideologiche opposte (ammesso che le ideologie esitano ancora), la democrazia non esiste più.

Se sei di destra, puoi trovare assurdo che qualcuno consideri progresso il “superamento” dei confini nazionali, in favore di una visione euroglobale dove “il mondo diventa la nostra comune patria”, che non considera le diversificazioni identitarie nazionali e locali di secoli, lingue e dialetti, tradizioni. Ma è facile pensarlo se sei vagamente “di destra”. A parti invertite, chi si riconosce nei valori “di sinistra”, quasi certamente avrà una visione ultrailluminista, nella quale sono contemplati “diritti universali”, che come tali devono essere estesi e spalmati sul mondo intero.

Insopportabile quest’idea pervasiva liberalprogressista, soprattutto quando si manifesta in forme giacobine e aggressive, di chi con strafottenza è convinto d’aver sempre ragione e considera l’avversario, un nemico da redimere o abbattere. Però lo accetti, lo consideri indispensabile, perché senza l’avversario/nemico, non esisti neppure tu: senza una visione politica-culturale di “sinistra”, non può sussistere neppure quella “di destra”.

Però ti aspetti che dietro queste loro belle parole e azioni su temi come le spinte internazional-mondialiste e la retorica dell’accoglienza indiscriminata degli immigrati, vi sia una “passione ideale” (un tempo si sarebbe detto, un’ideologia), ci siano in sostanza persone “in buona fede” che sospingono l’Italia e l’Occidente in quella direzione perché a torto o a ragione, credono sia giusto. E in parte sarà pur vero che è così.

Poi però vieni a sapere che dei dieci milioni di dollari destinati all’assistenza di bambini poveri dell’Africa, oltre 6,6 milioni di dollari “sarebbero” (condizionale) transitati sui conti privati di Alessandro Conticini – fratello maggiore di uno dei cognati di Matteo Renzi – che per anni è stato direttore dell’Unicef di Addis Abeba, e sarebbero stati utilizzati in gran parte per cospicui investimenti immobiliari e in misura minore (per circa 250 mila euro) per l’acquisto di quote di alcune società della famiglia Renzi o di persone ad essa vicine.

Ed ecco che all’improvviso si scoperchia il vaso di Pandora e ti rendi conto che la verità è molto più marcia di quanto tu potessi inizialmente immaginare. Intendiamoci, eravamo già consci che dietro il falso buonismo delle sinistre e dintorni, ci fossero anche interessi lucrativi e lo denunciamo da anni con articoli e libri: interessi di lobby, cooperative, settori della Chiesa, Ong, etc. Però, che addirittura familiari di Renzi possano aver intascato cifre così esorbitanti di denaro che era destinato a quei poveri cristi africani, questo onestamente supera anche le più fosche fantasie.

Naturalmente ci aspettiamo tutto il solito repertorio; si cascherà dalle nuvole, dichiarandosi innocente: “Non sapevo nulla”, etc. Noi non intendiamo eseguire processi mediatici, lasciamo fare alle procure, anche se sin da adesso pare che per cavilli giuridici, l’inchiesta potrebbe arenarsi. Ma la questione della relazione business-accoglienza, c’è e pesa come un macigno, soprattutto su Renzi e il Partito democratico. Proprio adesso che Renzi si stava scaldando i muscoli per tornare in pista (cercando una probabile sponda berlusconiana), è emerso questo enorme scandalo.

Non possiamo neppure sospettare che dietro al lavoro della Procura della Repubblica di Firenze ci possa essere la “manina” dei poteri forti, perché è evidente che i poteri forti sono stati e restano dalla parte di Renzi, considerato un “freno” al populismo. Non sappiamo questa invereconda vicenda che effetto avrà in termini di consenso elettorale su un centrosinistra italiano già ridotto ai minimi storici, ma lo possiamo immaginare.

Resta il disgusto, lo schifo indescrivibile che suscita questo fatto, che lascia emergere molto più marciume di quanto si potesse immaginare. E fa arrabbiare soprattutto se si tiene conto che questa galassia politico-culturale, da anni ci fa la morale, contestando a partiti come Lega, Fratelli d’Italia etc. di essere razzisti, xenofobi, fascio-populisti. I fatti ci dimostrano che le destre non speculano sulla carne viva d’immigrati, regolari e clandestini, semplicemente pongono dei principi di difesa della legalità e dell’identità che nulla hanno a che vedere con ipotetici razzismi. Qualcuno a sinistra, viceversa, dietro a parvenze d’accoglienza bonaria, hanno costruito un apparato di reclutamento elettorale, e ciò che peggio, lucrativo. Vergogna!