In un Paese in cui anche i soldati (sia pure a quattro stelle) amano fare un bell’inchino molto accentuato ai padroni di turno (vedi la genuflessione del generalissimo Graziano all’etilista lussemburghese…) per ringraziarli, per l’appunto, del loro soldo…, la dignitosa presa di posizione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte di fronte al Parlamento Europeo è un atto apprezzabile e meritevole a mio avviso di plauso.


Ho apprezzato in particolare il fatto che, essendo stato tacciato di essere “burattino” di Salvini e Di Maio, Conte abbia restituito al mittente (l’imbarazzante Guy Verhofstadt) l’offensiva valutazione, ricordando che i suoi accusatori non erano propriamente soggetti “senza fili”, anzi. Vogliamo fare l’elenco dei “burattinai” per nulla occulti che muovono le fila di quel aborto economico e politico detto per convenzione Unione Europea? La lista sarebbe lunga, tale da stancare i lettori, così come non meno lunga sarebbe la lista dei “burattini” eterodiretti insediati – e lautamente prezzolati – a Bruxelles e dintorni, e sempre pronti a pontificare dall’alto di una “superiorità morale” che proprio non esiste, a meno che non la si voglia quantificare in termini di mercedi ottenute; ché quelle, in effetti, sono da superiorità difficilmente battibile.
Come sempre, è raro conoscere soggetti più abominevoli dei moralisti con le pance piene.